Madre
i tuoi gomitoli stesi sui vent'anni raccontano maglie
centrini
tende (bianchi, ecru)
Coperte per il freddo di letti
quelli... tanti.
Blu
su mia richiesta
a quadrati azzurri sul mio letto (mia culla, cuccia, tana)
Non ha raccontato nessuno, se non la ricercata storia, d'altro colore
quello a confondersi in colline arse a guerriglie
calde di suoni e colpi d'arma
di cuor di patria e pane per tutti
Tessevano, Madre.
Le donne tessevano e cucivano miserie
e lì
dove il lavoro era pane, seminavano guerra
ove all'urlo d'attacco nemico alzava muri. Di maglia.
“Biella, città della lana”
Madre,
delle donne.

Commenti
Mia madre mi raccontava dei partigiani ammazzi "impiccati" dai piedi che era costretta a guardare mentre andava al lavoro: pena, la fucilazione. Biella è nella storia ma la storia non ne parla.
Questi furono i primi scioperi e nel bel mezzo di una guerra mondiale!
Ma che ne sanno gli stupidi ed ignoranti per scelta di quel che hanno vissuto i nostri?
La sera invece delle favole di pinocchio mi facevo raccontare di mio padre, di quando era vivo che è morto d'infarto a casa dopo il malore sul lavoro e di giorno mia madre mi raccontava della pagnotta che divideva coi vicini di casa che avevano ancora meno di lei, del ripararsi dietro i muretti lungo la strada per evitare le pallottole che miracvolosamente non l'hanno mai centrata.
Le donne, le persone come mia madre hanno fatto la storia e, allora, prima di incancrenirci sul serio a discutere di settenari, endecasillabi e metrica pensiamo alla nostra storia, a chi sta dietro dei versi. Io non ho un figlio a cui stare dietro perchè il bastardo che mi ha sposata me lo ha tenuto molto lontano e nessun laccio, metrico o no, mi terrà mai legata.
Piacere: Carla Aita.
E li hanno sostituiti nel lavoro.
Quando penso alle donne di quel tempo mi viene da pensare che oggi noi non ne saremmo più capaci.
Sono contenta di aver letto questa poesia.
È vero. La grande storia non si occupa delle piccole storie.
Ma senza le piccole non ci sarebbe la grande.
Bisogna dire grazie a tutte le donne guerriere compresa la tua mamma.
E' il tuo passato in versi- non c'è nessun bisogno di costruire una finzione letteraria ben sagomata
e a regola d'arte ciò che è già urlo della mente,
logica delle ferite impresse nella carne ad una generazione a cui dobbiamo vita e rispetto, tanto rispetto-
tanto di cappello comunque a versi come:
tessevano , Madre\ le donne tessevano e cucivano miserie..
raro davvero questo interesse per il Reale e la Storia in un mondo che recita il rosario di sè stesso in tutte le salse
e davanti a tutti gli specchi.
un caro saluto. Ciao
Significa molto questo testo per me, molto. Conservo ancora il pass che mia madre adoperava per andare a lavorare in una Industria di Vallemosso.
Grazie, grazie a tutti: vedervi qua a condividere la mia storia è una cosa davvero importante.
Carla