Madre

i tuoi gomitoli stesi sui vent'anni raccontano maglie

centrini

tende (bianchi, ecru)

Coperte per il freddo di letti

quelli... tanti.

Blu

su mia richiesta

a quadrati azzurri sul mio letto (mia culla, cuccia, tana)

Non ha raccontato nessuno, se non la ricercata storia, d'altro colore

quello a confondersi in colline arse a guerriglie

calde di suoni e colpi d'arma

di cuor di patria e pane per tutti

Tessevano, Madre.

Le donne tessevano e cucivano miserie

e lì

dove il lavoro era pane, seminavano guerra

ove all'urlo d'attacco nemico alzava muri. Di maglia.

“Biella, città della lana”

Madre,

delle donne.




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Commenti  

Aita Carla
# Aita Carla 31-07-2018 17:59
Mia madre aveva all'epoca vent'anni e lavorava in un'industria laniera della provincia di Biella.
Mirko D. Mastro
# Mirko D. Mastro 31-07-2018 18:36
Nell'accomiatarmi dal tuo esimio salotto con i suoi clichè, sono dispiaciuto per l'inutile polemica nata tra noi. Semplicemente se in questo loco la poesia è quella tua, non fa per me. Vedi, la tua Anni quaranta trovo siano pensieri e riflessioni profondi e apprezzabili che io tra l'altro ho letto con piacere...come si legge un commento o il testo di una canzone. Non è poesia, forgiata con le regole dell'incudine e del martello nella bottega dove posso poetare anche con le mani sporche di lavoro e madide di sudore. Il maiuscolo come sinonimo di urlare, mia eccelsa poetessa del tempo che fu, era decisamente fuori luogo: se tu avessi tre figli, una famiglia da sfamare e un lavoro che ti occupa 12\13 ore al giorno capiresti che il tasto del maiuscolo può essere una svista. Ti auguro il meglio in questo tuo mondo di versi privi di regole, e solo se non saprai che fare mi ritroverai con l'anima nuda in Tre pietruzze
Aita Carla
# Aita Carla 31-07-2018 19:56
Fuori dai miei spazi, Mastro.
Antilirico
+1 # Antilirico 31-07-2018 18:53
Da quando le masse operaie iniziarono ad associarsi negli organismi sindacali e ad ingaggiare lotte contro le condizioni di oppressione e di sfruttamento padronale e statale, i tessili di Biella si sono sempre contraddistinti come un'agguerrita e combattiva categoria non soltanto in termini normativo-salariali ma anche sotto il profilo più prettamente "sociale". Biella, del resto, anche durante la Resistenza, ha scritto pagine indelebili di lotta contro i nazifascisti. è per questo che, da storico dell'anarchismo italiano, questa tua poesia mi colpisce in modo particolare, indipendentemente dalle stesse elaborazioni poetiche contenute nel testo, che, ovviamente, apprezzo come di consueto e senza condizioni. Ciao Carla...
Marinella Brandinali
+1 # Marinella Brandinali 31-07-2018 21:35
Bellissima Carla ....ho visto ogni cosa un abbraccio
Aita Carla
# Aita Carla 31-07-2018 21:56
Grazie Antilirico, grazie Marinella.
Mia madre mi raccontava dei partigiani ammazzi "impiccati" dai piedi che era costretta a guardare mentre andava al lavoro: pena, la fucilazione. Biella è nella storia ma la storia non ne parla.
Questi furono i primi scioperi e nel bel mezzo di una guerra mondiale!
Ma che ne sanno gli stupidi ed ignoranti per scelta di quel che hanno vissuto i nostri?
La sera invece delle favole di pinocchio mi facevo raccontare di mio padre, di quando era vivo che è morto d'infarto a casa dopo il malore sul lavoro e di giorno mia madre mi raccontava della pagnotta che divideva coi vicini di casa che avevano ancora meno di lei, del ripararsi dietro i muretti lungo la strada per evitare le pallottole che miracvolosamente non l'hanno mai centrata.
Le donne, le persone come mia madre hanno fatto la storia e, allora, prima di incancrenirci sul serio a discutere di settenari, endecasillabi e metrica pensiamo alla nostra storia, a chi sta dietro dei versi. Io non ho un figlio a cui stare dietro perchè il bastardo che mi ha sposata me lo ha tenuto molto lontano e nessun laccio, metrico o no, mi terrà mai legata.
Piacere: Carla Aita.
Ibla
+1 # Ibla 31-07-2018 23:45
Le donne sono state al fianco degli uomini in tempo di guerra.
E li hanno sostituiti nel lavoro.
Quando penso alle donne di quel tempo mi viene da pensare che oggi noi non ne saremmo più capaci.
Sono contenta di aver letto questa poesia.
È vero. La grande storia non si occupa delle piccole storie.
Ma senza le piccole non ci sarebbe la grande.
Bisogna dire grazie a tutte le donne guerriere compresa la tua mamma.
Henry Lee*
+1 # Henry Lee* 01-08-2018 08:23
Io questa la chiamo poesia, perchè mi ha emozionato, perchè ne ho letto vita e contenuti, perchè le belle parole nascono libere e Carla sa come distribuirle impeccabilmente in questo sito. Grazie Carla e complimenti. HL.
fintipa2
+1 # fintipa2 01-08-2018 08:57
Un bel pezzo di storia in questo tuo brano, Carla. fai bene a difenderlo con i denti e con le unghie.
E' il tuo passato in versi- non c'è nessun bisogno di costruire una finzione letteraria ben sagomata
e a regola d'arte ciò che è già urlo della mente,
logica delle ferite impresse nella carne ad una generazione a cui dobbiamo vita e rispetto, tanto rispetto-
tanto di cappello comunque a versi come:

tessevano , Madre\ le donne tessevano e cucivano miserie..

raro davvero questo interesse per il Reale e la Storia in un mondo che recita il rosario di sè stesso in tutte le salse
e davanti a tutti gli specchi.
un caro saluto. Ciao
Aita Carla
# Aita Carla 01-08-2018 22:12
Grazie mille a Ibla, fintipa2 e ad Henry!
Significa molto questo testo per me, molto. Conservo ancora il pass che mia madre adoperava per andare a lavorare in una Industria di Vallemosso.
Grazie, grazie a tutti: vedervi qua a condividere la mia storia è una cosa davvero importante.


Carla

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