sono di velo, la stanza è stretta
qualcosa stupisce chiede tace invita
su di te
la tenerezza chiude il mondo nell'incavo del collo
lecco il sapore
non vai via
mani leggere già prendono forza
tu piano stringi e avanzi
palpi la carne apri le cosce
avanti dietro, senza quasi saperlo, infilzi
riempita
inarco il seno:
mordi
ti scosti
smarrito disprezzi
mi cerchi
in fuga aspetto
mi accuccio di nascosto
conosco il gioco:
tu in piedi io in ginocchio
con la lingua percorro,
ingoio
qualcosa da perdere o trovare
dentro di me
nell'infinito, tieni
dov'è il peccato?
è tardi, poi ti abbandoni e vieni
