Ricordo che mi incantai nel guardare
un tenero germoglio sull'albero
pronto a schiudersi al primo sole
mentre io innamorata,
aprivo il cuore al mio primo amore.
Con il tocco lento e caldo delle sue mani
colsi il fiore piano e consegnai il ricordo alla memoria
vedo ancora i colori e il tatto vellutato di quel dono d'amore
ricordo che chiesi a lui di essere premuroso giardiniere
calmo e paziente nella cura del nostro fiore
di annaffiarlo con costanza con l'acqua della tenerezza
e non dimenticare di nutrirlo di desiderio e passione
Ma lui guardava e taceva con occhi bassi
come chi sapesse già che la fine è in tutte le cose
perfino in quelle più preziose e belle
Non so quanto piansi nel bere l'amara verità
e alla disperazione seguì lenta ma inesorabile la pietà
mentre il cuore ferito e freddo tremava di disperazione
non ne voleva sapere di deludere l'immaginazione
gli raccontai allora la favola dell'eternità
prima di farlo addormentare nell'illusione
che l'amore vero non ha mai fine
se continua vivo nei pensieri di un cuore fedele
Non chiedetemi se ci credette,
non me lo chiesi mai
forse perchè volevo pensare
che lui lo fece.

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