Tu che vivi di pensiero
nel sole della mia infatuazione.
Tu che rimani leggiadra,
sospesa nel cielo
anche quando non c’è una nuvola.
Ti muovi scaltra,
un’ombra di seta nel buio
delle mie foglie.
Senza remore ti nascondi
e poi ti mostri,
quando la pelle ne vuole ancora.
Mentre qui fuori il mondo va avanti
a colpi di tic-tac,
come l’orologio che più detesto.
Ascolto passi inudibili
e certezze disarmanti,
di quelle che lasciano in bocca
il sapore amaro dell'addio.
Tu sei la forma più bella
in questo pozzo senza fondo.
Tu che vivi, osservi e giudichi.
Dimmi: sei ancora lì?
Sei ancora in mezzo a quei pensieri
che spezzano la giornata,
o sei volata oltre qualche idea?
Laddove il respiro si fa corto,
i corpi si fermano
e tutto quanto finisce di colpo.

Commenti
Poesia piaciuta ed apprezzata.