Ho cavalcato destrieri celesti
armato di spada e fuoco
ho estirpato il rosso uomo che crea sangue
ho violato le sue inique idee
ho catturato la sua donna
poi ho scelto di stare a guardare
gli alberi e questo mondo
tra le stelle e il suo ricordo
domani sarà ieri
armato di spada e fuoco
ho estirpato il rosso uomo che crea sangue
ho violato le sue inique idee
ho catturato la sua donna
poi ho scelto di stare a guardare
gli alberi e questo mondo
tra le stelle e il suo ricordo
domani sarà ieri
1 commento
Vorrei essere, vediamo non so,
fra i dolci canneti del delta del Po,
nelle acque del Lago Costanza
ove il Reno acquista speranza,
alle fonti del fiume Zambesi
nell’Africa nera dei tropici accesi,
oppure al Niagara d’immensa cascata
immerso nel fumo di nebbia bagnata;
vorrei navigare nel calmo Danubio
ma senza paure e palpabile dubbio,
sul Nilo sul Volga sul Rio Colorado
fra rapide ed oltre mi sa che non vado;
fra i monti del Kenia così maestosi
che fanno paura perché misteriosi,
fin su all’Himalaya di bianchi nevai
vicini all’eterno che udire non sai,
vorrei cavalcare le nubi di maggio
ma credo che in fondo mi manca il coraggio,
la pioggia la neve la grandine pura
che scende dal cielo diritta e sicura:
vorrei ma non posso perché non riesco
a dare ristoro e un pochino di fresco
a questa passione che brucia nel cuore
sapendo che manca soltanto un amore.
fra i dolci canneti del delta del Po,
nelle acque del Lago Costanza
ove il Reno acquista speranza,
alle fonti del fiume Zambesi
nell’Africa nera dei tropici accesi,
oppure al Niagara d’immensa cascata
immerso nel fumo di nebbia bagnata;
vorrei navigare nel calmo Danubio
ma senza paure e palpabile dubbio,
sul Nilo sul Volga sul Rio Colorado
fra rapide ed oltre mi sa che non vado;
fra i monti del Kenia così maestosi
che fanno paura perché misteriosi,
fin su all’Himalaya di bianchi nevai
vicini all’eterno che udire non sai,
vorrei cavalcare le nubi di maggio
ma credo che in fondo mi manca il coraggio,
la pioggia la neve la grandine pura
che scende dal cielo diritta e sicura:
vorrei ma non posso perché non riesco
a dare ristoro e un pochino di fresco
a questa passione che brucia nel cuore
sapendo che manca soltanto un amore.
Dieci anni fa abitavo in centro
in un condominio con dieci palazzi
cento appartamenti e duecento bagni
tutto recintato e perfettamente costruito;
ero orgoglioso d’essere il proprietario!
Ma dopo un po' di tempo decisi di cambiare
non era quella la mia vera dimensione
mi soffocava l’aria signorile
e più che un uomo mi sentivo un ciclostile.
Fu una mattina di maggio
che decisi di scappare
e in periferia ho traslocato
l’aria era decisamente più pulita
e il vicinato molto più affiatato.
Cinque edifici, cinque terrazze
cinquanta cucine e cento balconi
pensai “ finalmente mi accontento”
non calcolando che a breve
fui allergico a tutto quel cemento.
E di notte ho fatto le valige
in un paese vicino mi sono trasferito
unica struttura senza condominio
e nell’attico mi sono sistemato.
Ma anche di quel appartamento
presto mi son stancato
e in aperta campagna sono fuggito
una casetta in legno, un porticato
e un cane lupo a guardia del mio creato.
Inutile, non avevo pace
e sono sbarcato su un'isola felice
senza tetto e senza protezione
dormivo all'aperto
su un'amaca ai confini del sole.
Mangiavo fiori e bevevo pioggia
senza cronaca e informazione
niente internet e televisione
del tempo avevo perso cognizione.
Ma la sera mi sentivo solo
e decisi di salire su nel cielo
centomila nubi, un milione di stelle
zero sogni e angeliche visioni.
Fu così che decisi di tornar bambino
per giocare nel parco da mattina a sera
senza aspirazioni, senza case
senza recinti e senza più vetrate
senza vincoli e senza proprietà
senza pensare e giudicare
era questo che cercavo
l'interiore libertà.
in un condominio con dieci palazzi
cento appartamenti e duecento bagni
tutto recintato e perfettamente costruito;
ero orgoglioso d’essere il proprietario!
Ma dopo un po' di tempo decisi di cambiare
non era quella la mia vera dimensione
mi soffocava l’aria signorile
e più che un uomo mi sentivo un ciclostile.
Fu una mattina di maggio
che decisi di scappare
e in periferia ho traslocato
l’aria era decisamente più pulita
e il vicinato molto più affiatato.
Cinque edifici, cinque terrazze
cinquanta cucine e cento balconi
pensai “ finalmente mi accontento”
non calcolando che a breve
fui allergico a tutto quel cemento.
E di notte ho fatto le valige
in un paese vicino mi sono trasferito
unica struttura senza condominio
e nell’attico mi sono sistemato.
Ma anche di quel appartamento
presto mi son stancato
e in aperta campagna sono fuggito
una casetta in legno, un porticato
e un cane lupo a guardia del mio creato.
Inutile, non avevo pace
e sono sbarcato su un'isola felice
senza tetto e senza protezione
dormivo all'aperto
su un'amaca ai confini del sole.
Mangiavo fiori e bevevo pioggia
senza cronaca e informazione
niente internet e televisione
del tempo avevo perso cognizione.
Ma la sera mi sentivo solo
e decisi di salire su nel cielo
centomila nubi, un milione di stelle
zero sogni e angeliche visioni.
Fu così che decisi di tornar bambino
per giocare nel parco da mattina a sera
senza aspirazioni, senza case
senza recinti e senza più vetrate
senza vincoli e senza proprietà
senza pensare e giudicare
era questo che cercavo
l'interiore libertà.
Vieni amore.
Sopra la mia nuvola
c’è posto anche per te
si sta pure comodi
a cullarci ci saranno
due Angeli.
La mia nuvola
è un sogno
ci si sta volentieri
sarà un eterno riposo
per il cuore.
Vieni amore.
In questo mondo
che non c’è
e sogna insieme a me.
Lì il tempo
non passerà mai
vedremo bambini giocare felici
perché i prati
saranno di cioccolata.
Non diventeremo mai vecchi
perché non servirà invecchiare.
Ascolteremo il vento
sarà talmente vicino
sembrerà di ascoltare
una musica dolcissima
entrerà nell’anima
non ci lascerà più.
Vieni amore.
Sopra questa nuvola.
Sogna insieme a me…
Un gomitolo di lana
il gatto ci giocava
li sopra al terrazzo
saltava come un pazzo.
Un gomitolo di lana
cadeva dal terrazzo
arrivava fino in strada
prendendo la discesa
si sgomitolava.
Il gatto gli andava appresso
cercava di raggiungerlo
per lui era un gioco nuovo
e molto divertente.
Dopo ore di rincorse
riusciva ad acchiapparlo
ci giocava con le zampe
rotolandosi a terra
si girava e rigirava
miagolando festoso.
Ormai aveva vinto
con quella cosa curiosa
ed era diventato...
Un gomitolo di gatto.
Quel giorno che verranno a prendermi
sarò seduto rassegnato sulla soglia
e quando vedrò il pennacchio dei gendarmi
esclamerò: "sono qui da giorni ad aspettarvi".
Quando bruscamente mi inviteranno di seguirli
li pregherò gentilmente di non legarmi i polsi
le mani mi serviranno per coprire il volto
e per schivare gli sputi irriverenti degli stolti.
A capo chino calpesterò i loro passi
come un segugio conosce già il suo sentiero
anche il sole all'improvviso si colorerà di nero
e i miei occhi saranno duri come i sassi.
Loro avanti, passo pulito e concreto
ed io dietro come un coniglio impaurito
guardando il cielo chiederò di piovere veleno
al Dio colpevole di malefatte e non di meno.
Preparate la prigione o carcerieri,
preparate le coperte, il mio inverno sarà lungo
cercherò di convincermi che non sarà prigione
ma libera scelta, camuffando la pena in un letargo.
Lascio questa casa e sul tavolo un calice di vino
mentre fuori già una folla si è radunata dal mattino
sento le urla, sono loro che acclamano giustizia
sono accorsi in tanti per lapidare il mio cammino.
Non temete o miei nemici, uscirò da questa porta
senza opporre alcuna resistenza, sarà per l'ultima volta
e voi mi date l'occasione di poterlo fare
non come ogni uomo nella sua vita aspira:
"orizzontale e la con la benedizione
chiuso a chiave dentro un feretro in massello"
ma lo farò perdio con le mie gambe e verticale
lo farò urlando al mondo la mia maledizione
d'avere costruito il niente sopra il niente
con pilastri e fondamenta di cartone
e di avere raggiunto chissà quale meta
se non d'avere edificato un tetto d'illusione
per ripararmi dalle intemperie e dalle menzogne
per poi offrirmi in pasto ai vermi e alle formiche
imputridendo al sole come le carogne.
E allora venite a prendermi o gendarmi
sarà meglio uscire da questo calcestruzzo
tant'è che non trovo alcuna differenza
tra carcere, catene e atteggiamenti da struzzo,
vi lascio tutto quello dove voi sguazzate
ed io non ho trovato mai compiacimento
vi lascio ogni bene materiale, il vostro appagamento
di questa vita che non ha mai riconoscimento.
sarò seduto rassegnato sulla soglia
e quando vedrò il pennacchio dei gendarmi
esclamerò: "sono qui da giorni ad aspettarvi".
Quando bruscamente mi inviteranno di seguirli
li pregherò gentilmente di non legarmi i polsi
le mani mi serviranno per coprire il volto
e per schivare gli sputi irriverenti degli stolti.
A capo chino calpesterò i loro passi
come un segugio conosce già il suo sentiero
anche il sole all'improvviso si colorerà di nero
e i miei occhi saranno duri come i sassi.
Loro avanti, passo pulito e concreto
ed io dietro come un coniglio impaurito
guardando il cielo chiederò di piovere veleno
al Dio colpevole di malefatte e non di meno.
Preparate la prigione o carcerieri,
preparate le coperte, il mio inverno sarà lungo
cercherò di convincermi che non sarà prigione
ma libera scelta, camuffando la pena in un letargo.
Lascio questa casa e sul tavolo un calice di vino
mentre fuori già una folla si è radunata dal mattino
sento le urla, sono loro che acclamano giustizia
sono accorsi in tanti per lapidare il mio cammino.
Non temete o miei nemici, uscirò da questa porta
senza opporre alcuna resistenza, sarà per l'ultima volta
e voi mi date l'occasione di poterlo fare
non come ogni uomo nella sua vita aspira:
"orizzontale e la con la benedizione
chiuso a chiave dentro un feretro in massello"
ma lo farò perdio con le mie gambe e verticale
lo farò urlando al mondo la mia maledizione
d'avere costruito il niente sopra il niente
con pilastri e fondamenta di cartone
e di avere raggiunto chissà quale meta
se non d'avere edificato un tetto d'illusione
per ripararmi dalle intemperie e dalle menzogne
per poi offrirmi in pasto ai vermi e alle formiche
imputridendo al sole come le carogne.
E allora venite a prendermi o gendarmi
sarà meglio uscire da questo calcestruzzo
tant'è che non trovo alcuna differenza
tra carcere, catene e atteggiamenti da struzzo,
vi lascio tutto quello dove voi sguazzate
ed io non ho trovato mai compiacimento
vi lascio ogni bene materiale, il vostro appagamento
di questa vita che non ha mai riconoscimento.
Ho visto una colonna di formiche
arrampicarsi sul mio letto
come una colonna di Cheyenne
che avanza allo scoperto
sfidavano compatti il mio inconscio
nella penombra di fameliche visioni.
Ho visto fumi di guerra quella notte
lance e asce sventolarmi sotto il mento
la mia testa avvolta da un nastro bianco
mostravo la resa a questo mondo corrotto.
Ma le formiche riconoscono la preda
sentono l’odore della carne e dei miei sogni
arrivano col buio per umiliarmi e depredarmi
punirmi e portare provviste alla loro storia.
Ho visto una colonna di formiche
sul mio letto disfatto e pieno di molliche
come gli indiani miravano allo scalpo
così le formiche cercavano il segreto
del mio penetrante sguardo.
Ho lottato fino all'alba ma poi ho ceduto
ho accettato il loro gioco e son svenuto
mi hanno morso tra il collo e l'ombelico
ho perso i sensi e anche la ragione
scivolando nella loro trappola ad imbuto.
Adesso anch'io sono una formica
diligente e allineato
m'arrampico sui letti della gente
accendo fuochi e intono canti
intorno al totem agito i miei fianchi
e succhio l'anima delle formiche bianche.
arrampicarsi sul mio letto
come una colonna di Cheyenne
che avanza allo scoperto
sfidavano compatti il mio inconscio
nella penombra di fameliche visioni.
Ho visto fumi di guerra quella notte
lance e asce sventolarmi sotto il mento
la mia testa avvolta da un nastro bianco
mostravo la resa a questo mondo corrotto.
Ma le formiche riconoscono la preda
sentono l’odore della carne e dei miei sogni
arrivano col buio per umiliarmi e depredarmi
punirmi e portare provviste alla loro storia.
Ho visto una colonna di formiche
sul mio letto disfatto e pieno di molliche
come gli indiani miravano allo scalpo
così le formiche cercavano il segreto
del mio penetrante sguardo.
Ho lottato fino all'alba ma poi ho ceduto
ho accettato il loro gioco e son svenuto
mi hanno morso tra il collo e l'ombelico
ho perso i sensi e anche la ragione
scivolando nella loro trappola ad imbuto.
Adesso anch'io sono una formica
diligente e allineato
m'arrampico sui letti della gente
accendo fuochi e intono canti
intorno al totem agito i miei fianchi
e succhio l'anima delle formiche bianche.
Sono rimasto sorpreso
quando un giorno ho deciso
di seguire il volo
di uno sciame d'api
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste leggere
appoggiarsi sui petali
di commovente bellezza
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste pacate
succhiare il nettare
come io giornalmente
succhio l'aria
il sangue del mio nemico
e l'anello alla catena
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste rientrare
diligenti nell'arnia
dove prolifera il miele
e la pazienza
come prolifera in me
la rabbia canaglia
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste morire
dopo il duro lavoro
senza chiedere il perchè
Le ho viste morire
come muoio anch'io
ogni giorno
inginocchiato sulle pietre
tra un suono di campane
e continui colpi al cuore
di amiche cerbottane
quando un giorno ho deciso
di seguire il volo
di uno sciame d'api
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste leggere
appoggiarsi sui petali
di commovente bellezza
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste pacate
succhiare il nettare
come io giornalmente
succhio l'aria
il sangue del mio nemico
e l'anello alla catena
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste rientrare
diligenti nell'arnia
dove prolifera il miele
e la pazienza
come prolifera in me
la rabbia canaglia
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste morire
dopo il duro lavoro
senza chiedere il perchè
Le ho viste morire
come muoio anch'io
ogni giorno
inginocchiato sulle pietre
tra un suono di campane
e continui colpi al cuore
di amiche cerbottane
Laggiù
oltre la nube di Oort,
immersi nello spazio siderale,
viaggiano nel cosmo intergalattico
Charlie- 27, Yondu ed i loro compagni
guerrieri ed eroi
d'un tempo passato
nel presente,
uniti da un sogno:
colonizzare l'Universo.
Spandono,
immersi nel Cosmo,
le loro reti
su distanze iperluminari
schiacciati da tunneling gravitazionali
che li spingono verso Galassie sconosciute.
La Terra è ormai lontana,
riarsa da eoni da quella Stella
che vita gli aveva donato.
Hawking avrebbe finalmente sorriso
oltre la nube di Oort,
immersi nello spazio siderale,
viaggiano nel cosmo intergalattico
Charlie- 27, Yondu ed i loro compagni
guerrieri ed eroi
d'un tempo passato
nel presente,
uniti da un sogno:
colonizzare l'Universo.
Spandono,
immersi nel Cosmo,
le loro reti
su distanze iperluminari
schiacciati da tunneling gravitazionali
che li spingono verso Galassie sconosciute.
La Terra è ormai lontana,
riarsa da eoni da quella Stella
che vita gli aveva donato.
Hawking avrebbe finalmente sorriso
...liberamente ispirato alle storie dei Guardiani della Galassia pubblicati sul fumetto "Gli Eterni" Ed. Corno (anni '70/'80). In realtà, solo Vance Astro era terrestre, gli altri (Yondu, Charlie- 27, Martinex, Nikki e gli altri) erano di origini extra- terrestri. Hawking è l'illustre fisico inglese (Cambridge Univ.) che ha da sempre teorizzato la necessità di preparare l'umanità ad intraprendere viaggi extra- solari o extra- galattici per scongiurare l'estinzione della razza umana per effetto dell'ineluttabile destino, benché lontanissimo, della nostra Terra e del nostro Sistema Solare
Un povero tappeto in un grande salone, con al centro un pesante tavolo di legno e delle sedie, nell'angolo appoggiata al muro un peluche gigante un’ape, dal colore giallo e nero.
Un giorno si allaga la casa il tappeto e l’apina si ritrovano inzuppati d’acqua, piangono sono tristi, ma dopo un pò... arrivano i salvatori, che prosciugano tutta l’acqua, il tappeto e l’apina sono di nuovo contenti.
Ma sono stufi di stare sempre li fermi, allora decidono di provare a scappare ma non sanno come fare, al tappeto viene una brillante idea gli dice alla sua amica “apina sai un mio simile volava vorrei provare pure io vediamo se ci riesco”
Comincia a sfilarsi via da sotto il tavolo con poca fatica ci riesce, sta sospeso in aria, invita l’amica apina a salire ma lei ha paura, pian piano riesce a convincerla gli dice “vedrai andrò piano” l’apina si fa coraggio e sale.
Scappano via insieme, il tappeto volante e l’apina sorvolano tutta la città, scappano via insieme.... felici e contenti.
Un giorno si allaga la casa il tappeto e l’apina si ritrovano inzuppati d’acqua, piangono sono tristi, ma dopo un pò... arrivano i salvatori, che prosciugano tutta l’acqua, il tappeto e l’apina sono di nuovo contenti.
Ma sono stufi di stare sempre li fermi, allora decidono di provare a scappare ma non sanno come fare, al tappeto viene una brillante idea gli dice alla sua amica “apina sai un mio simile volava vorrei provare pure io vediamo se ci riesco”
Comincia a sfilarsi via da sotto il tavolo con poca fatica ci riesce, sta sospeso in aria, invita l’amica apina a salire ma lei ha paura, pian piano riesce a convincerla gli dice “vedrai andrò piano” l’apina si fa coraggio e sale.
Scappano via insieme, il tappeto volante e l’apina sorvolano tutta la città, scappano via insieme.... felici e contenti.
Domanda : noi soli uomini
piccoli grandi esseri
dipende dai punti di vista
abitiamo l'immenso universo?
Potrebbe esistere in questa immensità
un mondo parallelo abitato
da sosia di ognuno di noi
umh forse sarebbe meglio di no ….
Preferibilmente un pianeta
completamente opposto
dove spero ci sia pace
empatia, solidarietà
e tanto vero amore …
Non importa la forma fisica
di chi lo abita
potrebbero essere fiori che parlano
piante che danzano
comunicanti tra loro
con sorrisi e sguardi
senza parole inutili
spesso più false che sincere
spesso dette solo per
aria alla bocca dare
L'idea non mi dispiace
è giusto che nel cosmo infinito
solo la terra sia stata dotata
di simile privilegio?
Il mio cuore a Dio votato dice di no,
ma vivendo in un susseguirsi di delusioni
di tragedie che la nostra bella terra
tormentano e molte vite si portano via
penso che non sarebbe poi così male ….

piccoli grandi esseri
dipende dai punti di vista
abitiamo l'immenso universo?
Potrebbe esistere in questa immensità
un mondo parallelo abitato
da sosia di ognuno di noi
umh forse sarebbe meglio di no ….
Preferibilmente un pianeta
completamente opposto
dove spero ci sia pace
empatia, solidarietà
e tanto vero amore …
Non importa la forma fisica
di chi lo abita
potrebbero essere fiori che parlano
piante che danzano
comunicanti tra loro
con sorrisi e sguardi
senza parole inutili
spesso più false che sincere
spesso dette solo per
aria alla bocca dare
L'idea non mi dispiace
è giusto che nel cosmo infinito
solo la terra sia stata dotata
di simile privilegio?
Il mio cuore a Dio votato dice di no,
ma vivendo in un susseguirsi di delusioni
di tragedie che la nostra bella terra
tormentano e molte vite si portano via
penso che non sarebbe poi così male ….
Sono quelle parole sottili
che dividono i sogni dalla realtà
un fine confine che senza pietà
porge giochi carnali ai cuori vili
e c'è freddo tutto intorno
un freddo che soffoca l'amore
intrecciando il dolore
con utopici timori di non ritorno
tutto forma attimi senza prole
come il divenir pane e amanti
sotto un diverso sole
e nei cuori in gita sull'estro che duole
viver quell'esser uguali ma distanti
pari solo al di là delle nuvole
che dividono i sogni dalla realtà
un fine confine che senza pietà
porge giochi carnali ai cuori vili
e c'è freddo tutto intorno
un freddo che soffoca l'amore
intrecciando il dolore
con utopici timori di non ritorno
tutto forma attimi senza prole
come il divenir pane e amanti
sotto un diverso sole
e nei cuori in gita sull'estro che duole
viver quell'esser uguali ma distanti
pari solo al di là delle nuvole
Se io, se ieri...
se solo avessi fatto
o detto... caso mai...
e se...
il vuoto di parole
avessi fatto diventare
un semplice sorriso,
di quelli sai,
fatti con gli occhi.
Se il mio groppo in gola
avessi cancellato con un grido
di quelli che lasciano impietriti
chi ti conosce da sempre.
Ed anche te...
E se io,
ieri avessi avuto più coraggio
per ricominciare la mia guerra
col tuo cuore...
Forse il tempo avrebbe spiazzato
ogni tua ragione.
Se tu però avessi fatto ragionare il cuore
e non la "matematica certezza"
di un attimo,
perchè
ogni catena se la sforzi poi si spezza...
Ma,
se io non mi fossi rialzato
raccogliendo con un cucchiaino
ogni briciola di me,
oggi
non starei qui
a parlarti.
se solo avessi fatto
o detto... caso mai...
e se...
il vuoto di parole
avessi fatto diventare
un semplice sorriso,
di quelli sai,
fatti con gli occhi.
Se il mio groppo in gola
avessi cancellato con un grido
di quelli che lasciano impietriti
chi ti conosce da sempre.
Ed anche te...
E se io,
ieri avessi avuto più coraggio
per ricominciare la mia guerra
col tuo cuore...
Forse il tempo avrebbe spiazzato
ogni tua ragione.
Se tu però avessi fatto ragionare il cuore
e non la "matematica certezza"
di un attimo,
perchè
ogni catena se la sforzi poi si spezza...
Ma,
se io non mi fossi rialzato
raccogliendo con un cucchiaino
ogni briciola di me,
oggi
non starei qui
a parlarti.
Sorride e sgambetta
la piccola vedetta,
mentre corre
per le ridenti valli.
Si inerpica con passo sicuro
per sentieri scoscesi;
arditamente guada con la barchetta
gli agitati torrenti.
L'accanita guerra
per lei e' un gioco;
il fischio delle granate
e' solo rumore assordante
che la disturba poco.
Sorride e sgambetta
la piccola vedetta,
e' inseguita dal nemico:
perfetta tenuta agonistica
di guerriero fanciullo
brucia sul tempo
chi vuol farlo morire.
Sorride e sgambetta
la piccola vedetta,
mentre reca gli urgenti ordini
al quartier generale;
salva il battaglione
da sicuro annientamento.
ora una medaglia
piu' pesante di lei
fa bella mostra
sull'eroico e glabro petto.
la piccola vedetta,
mentre corre
per le ridenti valli.
Si inerpica con passo sicuro
per sentieri scoscesi;
arditamente guada con la barchetta
gli agitati torrenti.
L'accanita guerra
per lei e' un gioco;
il fischio delle granate
e' solo rumore assordante
che la disturba poco.
Sorride e sgambetta
la piccola vedetta,
e' inseguita dal nemico:
perfetta tenuta agonistica
di guerriero fanciullo
brucia sul tempo
chi vuol farlo morire.
Sorride e sgambetta
la piccola vedetta,
mentre reca gli urgenti ordini
al quartier generale;
salva il battaglione
da sicuro annientamento.
ora una medaglia
piu' pesante di lei
fa bella mostra
sull'eroico e glabro petto.






