Cadono danzando nell'aria
le foglie.
Adagiate su prati scuri, e su rovi.
L'aria sottile e chiara sferza sorrisi di bimbi
sfiorando il mare opaco.
Lo sguardo rivolto alle foglie attorno.
Spunta tra i tronchi riversi della radura
un ciclamino tenace sotto la neve.
Odore di muschio sotto un cielo grigio.
Vorrei tornare bambina
per rifugiarmi tra calde certezze.
Attorno
foglie bagnate e nel cuore parole spezzate.
Il tempo si mescola al vento.
Una nenia s' ode in lontananza
melodia irraggiungibile, lontana;
come ora la mia anima, senza orpelli.
std.25 ottobre 2009
Io che distendo il fiato e la mano
E un senso di strano s'incendia in mente
Io che mi cullo in logori cenci
Brusio in sottofondo...
Sugli stessi stanchi steli
Vola tra palline di polline
Dopo un infinito inverno
Fotografo in un atto
Un graffio, attimo sfocato di mondo
L'Europa brucia
ma è ancor fiamma tenue
quasi di paura e disillusa
spera che il conflitto passi,
ma non disillusa di pace
vuole la pace e cerca aità
per le vittime di questo conflitto.
...ma non disillusa di pace
invece cerca qualcosa di più
vuole essere in pace ma
e come si comportano i venti
l'aria assume un afflato leggero:
la guerra è cominciata per davvero.
Scriveremo ancora nonostante le bombe?
Cosa canteremo e quando torneremo
a sorridere, come bambini giocosi:
ed è all'inizio della primavera per ironia
che il mondo intero sembrerebbe meglio
accogliente. Ed invece stiamo aspettando:
Arriverà? Allora, solo allora, potremmo dirci:
<<salvati>>
Urla il vento
pare un lamento
viene dal monte
s’ode più forte.
Anime bianche
vagano stanche
senza una meta
su cui riposare.
Vorrei salire
poter lenire
un antico dolore
ma, il troppo vento
non mi dà tempo
di poter salire
e cercar di capire
come far riposare
anime stanche.
Chiudo le imposte
vado a dormire
ma, ancora sento
quel tenue lamento
perduto nel vento,
tristezza del tempo.
Assorta osservava un punto
al di là della spumosa onda
un adone era appena giunto.
L'ombra della sera delineava un cerchio
a scultoreo corpo faceva da cornice
e la ragione all'occhio non metteva coperchio.
In poderose bracciate giungeva come un divo
e lei stava lì rapita, in fremente attesa,
con guance imporporate di rosso vivo.
L'azzurro mare non brontolava ancora
come chi è scontento a ben ragione
nel non voler tornare nella vuota dimora.
Dal blu al giallo ocra nei colori del tramonto accesi
a mano libera lei tracciava dei sentimenti forme,
tra desideri, fantasie e ombre, nella tela appesi.
La felicità non è
che un attimo ,
un sobbalzo che ogni tanto passa.
Mi lascia cose
un punto di luce che
meraviglia
una carezza
che si abbandona
l’intesa con il mio cuore
che tutto ama .
E si aggroviglia nel
filo buono delle cose
in cerca di un giaciglio di pace
si attacca agli occhi
con la leggerezza della vita
con tutto ciò che passa e
non pesa.
da tracciare d’inchiostro
in quest’abulico inverno
due occhi polverosi
da vuotare nel mare
desideri intrappolati
che il destino ripone .
Non era così
che immaginavo la nostra età .
Una prigione di vetro
paura di una carezza
pesantezza
bocche cucite ansiose di strabordare
in balia
di un inquietudine mondiale.
La vita fermenta
fortune e destini
una roulette russa
a chi toccherà?
Qualcosa abbiamo perso
la libertà.
Crespa
fluttua
rimbalza
indugia
succosa di sfarzosi luccichii
vibranti tra le lenzuola che
in un Dicembre di pianto
imploderà .
Troppo poco ho provato
A morire in questa nebbia
Quando al tocco suo ho sognato
Di lanciarmi dentro l'alba
Quando il solo fuoco sorge
E in me mesce il suo amore
E scioglie l'amaro nel mio cuore
Mi scorge con la mano
Nell'animo s'immerge
Finché mi spacco in due dal bello
E mi bruciano gli occhi
Le scarpe di bianco consumato
restio all'ozio del tempo
a secondi trapassano il limite
-una scatola vuota conta cumuli-
Dizionari a sfogliare rossi vigneti
che del frutto si maturano a nudo
Sempre così la linfa assorta
sorregge un lascito d'umore a valle
qui, dove sbirciano sette denari







