Quando parli
quando ridi
quando piangi e poi taci
senti battere forte il cuore
e ti viene da morire
ma morire d'amore.
Quando sei così
simpatica e attraente
diventi come il sole
e poi piaci di più.
Quando non sai cosa dire
ed è un po' che non scrivi
poi d'improvviso ti appare
un sorriso così luminoso
cosa c'è più da dire?
Ricominci a sognare
come i giorni trascorsi
e risenti la musica dentro il cuore.
Quando parli
e sei così
una nuvola nel cielo
che col vento si trasforma
e sei come una foglia
inerme e pronta
a volare nel tuo mondo.
Vecchi ricordi ritornano in mente
quando sfogli quelle foto
ancora in bianco e nero.
Erano piene di ragnatele
polvere e gelo
ed allora tutto ti ritorna indietro
i bei giorni che quasi avevi dimenticato
perché la vita a volte
è così veloce
che ti fa pensare ad altro.
Tua madre la sposa con l'abito bianco
tuo padre lo sposo vestito elegante
sono giorni felici
sorridono tutti parenti ed amici.
Vecchi ricordi
ritornano in mente
mentre sfogli le foto non ancora a colori
e col tempo ritorni al vecchio paese
vicoli stretti e la piccola piazza
colorata di gente e bimbi festosi.
Son passati anni da quei vecchi ricordi
ora le foto sono a colori
son passate le mode e siamo moderni
ma c'è sempre quella voce
“ Guagliò mi raccumandu ni vidimu domani
comu sempri o solitu orariu
ari scaluni da chiazza ”
Traduzione:
“ Ragazzi mi raccomando ci vediamo domani
al solito orario ai gradini della piazza ”
A contorno del giorno
Le ultime urla
Avvisano sommesse
La vita il suo tempo
Fatto di cicli e passaggi
Sussurranti messaggi
Fin qui spariti
Ora eleganti ben vestiti
Di quella felice e dolce soddisfazione
Che mi rende fiero come leone
Le ultime urla
Prima dell'abbassar del sole
Prima del buio che duole
Torneranno con la nuova luna
Forse ad una ad una
Forse in un solo volo
Le ultime urla
Non se stesse
Forse per crear dolo
Le ultime urla
Mi lasceranno solo
Nel moto dei giorni che avanzano
il passo del tempo diventa in noi memoria,
mentre le ore impassibili danzano
mutando il vissuto in una nuova storia.
Ogni ferita rimasta sul viso,
ogni rimpianto sepolto nel cuore
cede il suo peso ad un nuovo sorriso,
cambia il suo buio in un vivo colore.
Lento è il processo segreto e profondo,
nulla svanisce ma tutto si evolve:
l'attimo labile e il peso del mondo
l'arte del tempo in oro risolve.
Siamo l'alchimia di un lungo cammino,
saggi custodi di un fuoco perenne,
che trasforma l’oblio di ogni destino
in una luce più pura e solenne.

Premuroso orologio senza freni
trilla stamani forte all’impazzata,
è forse sì giunta l’ora dell’alzata
come se dovess’io lesta prender treni.
Forse scacciar delusioni mi baleni,
nell’accendere serena la giornata
con qualche strategia appassionata,
per dissipar i cento miei veleni.
Viver senz’amor è giorno senza sole,
attender e penar è un po’morire,
i disincanti lascian senza parole.
Rincorrere vuote opinioni duole,
ma è gran dolore se manca d’ardire,
niente accade se il cuore non vuole.
Le belligeranze civili
sono le più vili,
colpiscono senza tema
madri e bambini e uomini senili.
Nei giardini
abbattono rose e azalee,
nei frutteti distruggono meli,
aranci e mandarini.
Non hanno davvero a cuore
il positivo cambiamento.
Parlano di parità di diritti,
le guerre civili,
ma per la ponderazione
nutrono il disprezzo e tracotanza.
Progettano lotte come già vinte
e inneggiano a sicure vittorie,
ma è solo fantasia di pensiero,
simulatori di progressi e di libertà.
Promettono ricche economie
vanaglorie e indipendenze,
i combattenti invitti,
ma sul piano più basso
pongono le uguaglianze
e le urgenze degli afflitti.
Meditando e impettito
corre il mio pensiero ardito
all’immenso soffrire
che l’umano mondo lacera,
e il cuor delle genti fa inorridire.
Ostilità e violenze in successione
lo spirito e il cuore
fanno ansimar senza ragione.
Pianto di madri su piazze e strade
di vermiglio sangue irrorate,
pungente angoscia di padri
per i tanti figli perduti.
Lacera è l’anima umana
per le guerre cruenti
e i tanti innocenti che giaccion caduti.
Tendenza sempre nuove
con sé conduce potente
il falso autentico fallace progresso,
serbando in seno un latente
e infelice regresso.
Tenace violenza gratuita
celata e parimenti ostentata
pregio e vanto di chi ama l’agguato.
Tutti di Dio Altissimo figli,
ma gli animi abietti e accigliati
declinano gli assennati consigli.
Chi con conflitto e armi
e irrazionale tenzone si appiglia,
scontro alimenta
e grida creando scompiglio.

lasci la finestra aperta
l'aria sa di fichi spaccati
e la cicala si sente appena
Il sole tramonta prima
e capisci che il confine dell'estate
è una luce che non brucia più
ma accarezza la pelle
che non ha più l'odore
del sale marino
ma l'olezzo dell'attesa
posato tra le stelle
di un settembre addosso
Si tuffano allegre le gocce di pioggia
nelle fresche folate di vento,
sul suo soffio qualcuna s’appoggia,
altre lamentan ferite, è un tormento!
Cercan carezze e son prese in turbamento,
fuggon leste cercando sicuro rimedio,
sotto il fogliame sfuggon allo scuotimento
e nello scrollare del vento avverton tedio.
S’acquieta il vento e tutto tace.
Discende la pioggia leggera nel sole
e pian piano risale nel tepore verace,
mentre il cielo terso riprende parola.
E dove l’astro lucente il raggio invia
nessuna goccia il suolo tocca.
Muta il vento audace l’intento e la via
quando il sole il suo raggio scocca.

Immortali su desktop evoluti,
agili passi di donne velate
volti di bimbi solcano onde
l’eco lontano di armi letali
fondi neri su sfondi dorati
frodi fiscali prendono il volo,
cacce all’uomo su sfondi razziali
la coccinella perde le ali
all’orizzonte barlumi di luce
dipinti di voci spinti dal vento,
voli pindarici in volte celesti
a volte un cuore batte più forte.
che ha smesso
di cercar la riva
e che parla
con le sue crepe
senza doglianza
Non sanguina
non teme la tempesta
nè l'ira del cielo
ma si erode
nel bacio perenne
delle onde
Custode
dei sogni perduti
arruffa discorsi coi gabbiani
mentre tutt'intorno
brontola il mare
Lo scoglio
non è solo pietra




