A mia madre
Non riesci nemmeno a girarti
a negare
vago la schiena di questa collina di ulivi
che conta silente il peso degli anni di ognuno
dimmi, di quanto cielo ha bisogno una pioggia?
e una grotta?
Sono in ritardo,
tra vuote bisacce e stalattiti nel ventre
sento gocce rinchiuse
indifferenti
Ridi di questa distanza, ha vinto la tua convinzione
la fuga, l’Egitto, la guerra,
ma unire le mani non sgrana ogni perla
né torna alla vista il figlio perduto,
non posso tagliare da un foglio la notte e il suo buio,
ho solo dei fiori.
Per te
un peccato e l’accusa

Commenti
. riecheggia in tutta la poesia..
Grazie Pierrot
Lieto di rileggerti
Grazie per avermi letto
A presto