Mi capita a volte
di non aver nulla da dire,
esule preda del mio Vietnam cerebrale.
Mi capitano situazion in cui
facilmente i sensi scioperano
e ridono di me,
sono i tempi tristi e improduttivi
gli inverni freddi e insonni
i giorni in cui la gioia
è solo un lontano e sfuocato
ricordo.
Dove sei quiete ??
Perche’ non mi rinfranchi ??
E tu, vino, perche’ non mi riscaldi ??
La pioggia batte sottovoce
sulla mia inerme chioma
e la morsa del nulla
lentamente mi ingabbia.
Tu sei di carne, amore,
ma se fossi della materia del vento,
spazzeresti via queste mie paure ??
Se avessi la sensibilità delle tinte pastello
di che colore dipingeresti i miei sonni ??
L’inverno è appena iniziato
ma questi miei occhi ostili
già si chiudono nel cerchio di uno zero
dietro il guscio di un letargo
dietro a queste quattro mura
che assorbono il mio grido
e gli negano la strada
che porta al tuo cuore,
al tuo cuore di dea taumaturgica
così utile al mio dolore
eppure così lontano
dalla vendemmia del mio panico.

Commenti
allora si cerca conforto nell'amore, nel calore umano.
si chiede aiuto. ci si strugge per essere notati e considerati.
purtroppo però ci sono porte che non si apriranno mai.