Onde onde ed ancora onde
in un susseguirsi infinito
contro le coste d’un paese dall’anima morta
velieri all’orizzonte non se ne vedono
nessuna vedetta segnalerà quel dolce paesaggio
meritevole di un pietoso aiuto
forse qualche nave di predoni passerà
per sfogare un po’della sua rabbia
sugli antichi tesori reclamando un’eredità
di cui pochi ormai osano pretendere il rispetto
avendone perso il ricordo
il vento sferza le tombe dei Cesari spargendo
il loro lamento fin sulla cima più alta di disperati monti
laddove lo spirito antico può solo guardare
la sua memoria disperdersi nel vuoto
di una storia a cui si è voluto girar le spalle
la polvere come pudico velo scende a coprire
il cimitero vivente dove i morti si riscaldano
davanti ad un fuoco fatuo continuando a tremare
non riconoscendo più il calore
di una vera fiamma di vita e libertà
rimane solo il rumore delle onde
di un Mediterraneo beffardo
a smuovere ricordi.
