Il dolore,
inevitabile e fedele costante della vita,
mi ha fatto compagnia ancora una volta
anche se io, avevo l'illusione che tu da fata
avresti dato all'esistenza mia una svolta.
Ma non è andata così, è andata male
tu, col fuoco della tua esuberanza
avevi dato a me un bene per ricominciare
e alla mia esistenza una speranza.
E poi, hai strappato con le mani
il dolore mio da questo petto
lui era vivo, era ancora vivo
e da allora, dentro me sempre mi rimani...
Sai,
io credo che in ogni storia che ti strugge
c'è sempre una verità che è a metà strada
modulatrice forte che distrugge...
il resto: è solo... "banale" vita.
Però, non riesco a farmene una ragione,
ma non importa, si deve andare avanti
del resto, per te ora non è nemmeno un'opinione
questo non conta neanche un poco, e quindi...
Io, tornerò di nuovo dal dottore
per ricominciare quella maledetta cura,
sai gli antidepressivi ti fanno il favore
di far diventar sorda in te la tua paura.
E di questa droga io ne prenderò tanta
fino a dimenticare quel che è stato
e colorerò di nuovo la mia stanza
di mille tinte, come piace al fato.
Adesso né vincitori né vinti...
e neanche attori e spettatori
sai, io nei miei sogni vado a piè sospinti
ma sono loro che mi fanno fuori.
E nell'attesa di un attimo di sole
che questo animo mio può riscaldare,
io porterò gli occhi tuoi al tuo mare
e li, ti lascerò un po' a pensare...
E a far le tue riflessioni...
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