Oggi che forse davvero conta
chi prenderà la mia presenza?
Ora che piango veramente,
non per ravvivare una lezione,
chi mi vedrà farlo?
Qualcuno può contarmi le lacrime per favore?
Quanto valgono poco
in un tempo costruito per piangere
e contenerle.
Quel nostro, fantastico odio
sorto dall'identico mistero
che mascherava i nostri ruoli,
e poi gli occhi di chi non
spara cazzate che non servono,
perché sa che la vita è una merda,
e sa di non poterlo gridare a squarciagola,
e sa che in fondo era anche giusto
costruirsi una sfida tra i banchi
in cui nessuno avrebbe mai mollato,
perché troppo inutile vincere.
Questo è per ricordarmi ancora una volta
che non posso fare niente,
per arginare un fiume,
o domare correnti,
che sono impotente di fronte alla vita,
alla mia vita
e a tutto quello che m'illudo di possedere.
Tu mi hai insegnato non parlandomi.
Non come si tiene una squadretta,
non l'ho mai voluto...
Ma come si tiene un corpo in vita
dopo l'ustione di un inferno che
s'incendia dentro un quadro,
dove le muse vomitano
sugli orrori dei tratteggi
e sui cadaveri dei fiori finti.
C'è un vento divino e lieve
sulla natura morta
che le sue bestie più rare e complicate
crudelmente estingue.
Professore, se puoi ascoltarmi,
quel giorno in classe
non piansi per finta.
chi prenderà la mia presenza?
Ora che piango veramente,
non per ravvivare una lezione,
chi mi vedrà farlo?
Qualcuno può contarmi le lacrime per favore?
Quanto valgono poco
in un tempo costruito per piangere
e contenerle.
Quel nostro, fantastico odio
sorto dall'identico mistero
che mascherava i nostri ruoli,
e poi gli occhi di chi non
spara cazzate che non servono,
perché sa che la vita è una merda,
e sa di non poterlo gridare a squarciagola,
e sa che in fondo era anche giusto
costruirsi una sfida tra i banchi
in cui nessuno avrebbe mai mollato,
perché troppo inutile vincere.
Questo è per ricordarmi ancora una volta
che non posso fare niente,
per arginare un fiume,
o domare correnti,
che sono impotente di fronte alla vita,
alla mia vita
e a tutto quello che m'illudo di possedere.
Tu mi hai insegnato non parlandomi.
Non come si tiene una squadretta,
non l'ho mai voluto...
Ma come si tiene un corpo in vita
dopo l'ustione di un inferno che
s'incendia dentro un quadro,
dove le muse vomitano
sugli orrori dei tratteggi
e sui cadaveri dei fiori finti.
C'è un vento divino e lieve
sulla natura morta
che le sue bestie più rare e complicate
crudelmente estingue.
Professore, se puoi ascoltarmi,
quel giorno in classe
non piansi per finta.

Commenti
onestamente mi sarebbe piaciuta di più se avessi usato un linguaggio meno forte... un po' più curato.
il tuo è uno stile indubbiamente fuori dagli schemi, e per questo sempre molto interessante e di piacevole lettura.
apprezzo tantissimo questa tua capacità di trovare poesia in tutto.
bella così kenji!!!
è molto più scorrevole da leggere quando "spiegata".
comunque tu sei speciale, mi sarebbe piaciuto averti come compagno di studi.
good luck man!!