Giorni,
come campi ripetitivi d’emozioni nere,
gesti spenti,
ritmi stremanti e annichilenti;
un incontrarsi senza guardarsi,
un conoscersi senza benedirsi.
Sottratti ormai al fuoco delle ideologie,
non v’è cura per la speranza
da cui far sgorgare un nuovo urlo
alto, solitario,
come vortice sanguigno di colori
di fronte all’io umiliato,
consunto, esiliato.
Son troppo grandi le distanze
tra la testa e il cuore;
pesante la stanchezza nella sera
pensando agli “ubbidienti”,
ai loro calici apparenti
in cui esibire inglese e affari desti
con gesti meditati e poco onesti.
Senza testimonianza,
senza critica, senza memoria.
senza critica, senza memoria.
Senza rivolta, senza preghiera,
contro la storia!

contro la storia!


Commenti
Grazie!
Sei peggio di Munch!!!!!!!!!!!!!!
ESPRESSIVAMENTE ECCEZIONALE.
LIETO FINE SETTIMANA, HERA.
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Un abbraccio, ciao... ^.^