Occhi sbarrati e spenti
di corpi erranti, assorti
in lucidità surreale.
Un tempo celati e rinchiusi
dietro cancelli e cemento;
d’ogni dignità denudati,
rei d’esistenza irrazionale.
Or abbandonati alla deriva,
su luridi cigli delle vie, dell’umana
indifferenza dei diversi.
Troppi Nick mendaci, presi a caso
esistenti, defunti o resuscitati
solo per poter infierire come coatti
senzienti, impregnati di codardia.
Regolamenti senza regole reali
concedono al qualunquista di dirigere l'orchestra
in vesti artistiche, senza verificare reale idoneità.
Ricordo un tempo, quando si selezionava personale
che aveva da rapportarsi col privato cittadino
si richiedeva un certificato generale penale
con la seguente logica:
“ E' umano sbagliare ma quando in gioco
ci sono reputazioni e interessi da salvaguardare,
ci dispiace ma non può far parte del nostro Team
noi non possiamo permetterci di sbagliare,
trovi qualcos'altro che sia adatto alla sua persona”.
Un semplice documento di riconoscimento porrebbe fine
a tante scorribande portate a compimento dai soliti
che pur cambiando veste, non riescono a mutare lo stile,
un marchio appiccicato come una seconda pelle
che non riusciranno più a togliere.
Se posso permettermi un consiglio da spettatrice
eliminerei queste mine vaganti in men che non si dica,
documenti veri o fuori dai nostri circuiti.
Andate a giocare a casa vostra innanzi a uno specchio,
osservate il vostro ghigno riflesso,
incrina anche il povero innocente specchio e si frantuma
dalla vergogna d'aver ospitato un orrenda essenza senz'anima.
dopo una lunga giornata passata
a far il belluino suo lavoro.
Lapalissiano era che quel fante,
avulso ed oramai solipsista,
ben non era voluto dal popolo.
Almanaccava pieno di nequizia
assiso obnubilava uno strano
ordigno che lui dicotomizzava.
Dopo un botto, esso senza grazia,
scappava rebbroso. Quell'uomo
odiato dal popolo gnomico
che epigono si dimenava
non curandosi della genesi
di quel problema a loro oscuro.
In attesa di quella goccia di sangue
che dalla sacca trasparente fluida scorre
in un percorso assistito ,
preciso e delicato che tanto mi piace guardare
e fin tanto che lentamente mi filtra dentro
chiudo gli occhi e riassaporo i piedi scalzi e gli occhi
di soffice ovatta puntati al cielo
a cercare una nota di sole
l’aria distratta che scompone le foglie
la felicità dei bimbi sull'erba
i giorni a perdersi
sospesi dal niente
e in un letto di papaveri rossi precipitare
correre e sbucciare le ginocchia sui sassi
ritrovare la rugiada con le mani fin dentro ogni crepa
e in silenzio vivere, amare.
Tuttavia la vita che mi ha tolto la vita
mi ha dato la carezza
di un donatore volontario per sopravvivere
e mi scorre in vena
la sua generosità
il suo altruismo
regalandomi
una piccola iniezione di felicità.
( Giornata Mondiale del Donatore di Sangue )
quasi alla stregua di un'anatema,
Mi reco all'hub vaccinale,
come uno svizzero sono puntuale.
Accolto da ragazze molto sorridenti,
sotto la mascherina mi tremano i denti,
tessera sanitaria e carta di identità,
e un segno di croce che non guasta si sa.
Persone in attesa di essere marchiate come giumente,
nonostante tutto appaiono pure contente,
vado in cabina con alcune preoccupazioni,
del resto non siamo mica a delle inutili elezioni.
Mi attende un dottore dal camice sgualcito,
in vero una stiratina servirebbe anche al suo vestito.
A lui porgo il mio tricipite indurito,
Odo:' Lo tenga morbido come se fosse dipartito'.
Con l'altro braccio faccio gli scongiuri di rito,
il consiglio mi ha lasciato un pò infastidito,
zac! il magico siero è stato inoculato,
la percentuale dei vaccinati anche io ho aumentato.
sull'onda amica
la barca separata...
mani intrecciate
inseguono il vento.
Scivola leggera sull'onda
sconosciuta
vola nel profondo
del nostro vecchio
mare.
Scivola leggera
una piuma
bacia la sabbia
e i corpi
abbracciano
una terra
sconosciuta ...
nel cuore
di una notte
senza
stelle.
Tristemente oscura
la forza dell’angoscia è riflessa
nell’espressioni sui volti
di sconosciuti passanti
che vengono
tra gli istanti di vita
assuefatti
da un incontrollabile
disegno artificiale:
diga del potere;
divenendone inconsciamente
soldati.
Dirompi la mente.
La Miseria
è dai tempi
fame di servilismo
indegna,
riveste pochezza d’animo.
Riconquista la luce
nell’assoluto bisogno
d’Amore
che di ricchezza
non ha nome.
La vita comincia ora,
quando ti accorgi
che è una sola.
il tentativo di urlare
quelle parole vere
spinte dal cuore a
cercare l'ascolto
sì, anche il più lontano.
Non siete forse stanchi
di vivere in un gregge
senza più idee alcune,
forgiare le vostre parole
come spade infuocate, pronte
a colpire su spalle deboli
di uomini umili e fiduciosi!
Non vi basta guardare
lo sterminio per le vie
di sguardi sempre più
smarriti e frustrati...
direi sì, traumatizzati,
quasi spenti, mantenuti
in vita solo dall'ultimo
respiro di quella candela
che dal suo steppo
emana ancora l'ultima
speranzosa fiamma!
Non vi bastano le morti
di donne che han creduto
nel sacrificio dell'Amore,
perché eran sole, abbandonate
soprattutto dalla legge!
Io ho giurato, sì l’ho fatto
davanti a un Murales in uno stanzone:
La legge è uguale per tutti!
Per rispetto verso la storia
di quella frase non sono esploso
in sonora risata,
perché se fosse stato per chi penoso,
si gonfiava su quella poltrona
guardandomi come fossi un burattino
l'avrei sputato in un occhio
perché, il suo guadagno
spropositato, è dinanzi
all'ingiustizia a cui dona libertà!
Non siete stanchi di ripetere
nei i vostri silenzi quel grosso
Vaffanculo vita?
Non siete stanchi di vedere
poveri uomini, amici parenti
o anche solo conoscenti
tuffarsi nel vuoto dei loro
bui silenziosi, schiantandosi
su quella terra dove non
germoglierà più il suo
fiore più bello di vita!
La fiammella di quella candela
è l'ultima forma di speranza
per tornare a goderci
la nostra vita vera.
Fermiamoci tutti insieme,
un solo giorno, e urliamo basta!
Un giorno basta a fare crollare
il potere corrotto...
Niente serrande alzate…
Niente auto…
Niente viaggi…
Ricordarlo come il giorno
della dormita del popolo.
Ah...dimenticavo.
Sono anche un italiano,
non definitemi involuto.
Purtroppo non ho fatto
in tempo per mia sfortuna
a imparare tutto ciò
che anni di storia di
Letteratura italiana
avrebbero voluto insegnarmi,
che m'inserite nei vocaboli
tra la dolcezza e l'eleganza
della mia lingua,
parole anglosassone
fredde, dure e disturbanti
per il mio udito.
Se credete nell'evoluzione
fondetevi con la vostra anima
e mandate a fanculo
codesto penoso andare.
Assumete quella responsabilità
di diffondere l’Amore
e chiedo scusa, se lo scrivo
con l’iniziale in maiuscolo.
Ho finito e scusate se per qualche
secondo ho urlato.
M'inchino dinanzi a tutti voi
sempre e comunque, umilmente…
Vostro servo della parola.
ti cibi del buio d’ogni anima persa
nelle tenebre di giorni avversi.
Senza indugio logori
brillanti menti decadute
in desolati pozzi di miseria.
Amico di vile omertà
viscido ti insinui in nobili cuori
promettendo aiuto e salvezza.
Avido come ingorda piovra
ti nutri di altrui paura,
distruggendo muri di sicurezza.
Spietato Kraken affondi navi di speranza,
senza scrupoli getti i tuoi tentacoli
con baldanza all’arrembaggio di chiunque
a muso duro mostra coraggio nel combatterti.
Tanti i nomi, molti i simboli
a distinguerti di luogo in luogo;
appellativi per incutere timori,
icone per firmare atroci dolori.
Cieli limpidi offuscati da nubi di fumo,
strade infuocate da auto in fiamme;
vite spezzate da chi vanta codice d’onore,
ma in realtà è solo un infame senza cuore.
Con perseveranza e fatica
l’omertà spesso cadrà, con forza estrema
si metterà fine, ad una ad una, alle tue battaglie
confinandoti nelle più infime profondità.
mi han rubato il portafoglio,
purtroppo per i ladri niente soldini,
mi dispiace solo di aver perso i miei santini.
Vado in caserma per la denuncia,
il carabiniere a scriverla non rinuncia,
rileggendo il tutto non mi par vero,
il suo verbale nasconde un bel mistero:
Leggo:' Al signor qui davanti indebitamente,
ignoti sottrassero quanto sopra improvvisamente,
costui segnalava i malfattori urlando fortemente,
ma costoro si dileguavano repentinamente'.
Pensai che i militari avran fatto un corso di addestramento,
per inserire gli avverbi a mo' di condimento,
non resisto davanti a tale composizione,
e faccio un complimento senza esitazione.
Esclamo: ' Belli questi avverbi in successione,
immagino che ci sia qualche disposizione?'
L'incauto carabiniere mi risponde in modo austero:
' Ormai per me i congiuntivi non han più mistero'
Da li capii coscientemente,
che non avrei più rivisto quanto sottratto precedentemente.
feriti e morti,
vicino ad una scuola:
non esiste più pietà
per colpire giovani vite
e civili.
Tutti siamo colpevoli,
anche solo per indifferenza...
Oltre la strada,
i confini si fanno nebulosi,
tanto sono Paesi lontani,
ma il dolore non ha
né colore né patria...








