Come è grande la città,
come è fracassona la città,
coi suoi rumori rutilanti,
il camion della monnezza,
il rombo delle macchine,
il crepitare dei lavori stradali;
gente che va e viene, senza posa,
in tutti i mezzi;
vita che và,
scorre veloce,
e il tempo non dà tregua;
che bella la pace e il silenzio,
e stare per conto mio,
riflettere,
sui miei tempi,
guardare la gente,
come faceva Kerouac;
lontano da catene e giudizi.
come è fracassona la città,
coi suoi rumori rutilanti,
il camion della monnezza,
il rombo delle macchine,
il crepitare dei lavori stradali;
gente che va e viene, senza posa,
in tutti i mezzi;
vita che và,
scorre veloce,
e il tempo non dà tregua;
che bella la pace e il silenzio,
e stare per conto mio,
riflettere,
sui miei tempi,
guardare la gente,
come faceva Kerouac;
lontano da catene e giudizi.
5 commenti
Attendo
il Tuo sole,
temo
che il mondo
possegga
tra i sentimenti
un mare di livore;
il mio pensiero
cristallizza
ogni dì
questa triste
realtà,
forse mi sbaglierò,
non so;
Fa' che la voce
delle genti
non porti più
sommesse lacrime
sulle rive estreme
del dolore,
ma soltanto amore.
il Tuo sole,
temo
che il mondo
possegga
tra i sentimenti
un mare di livore;
il mio pensiero
cristallizza
ogni dì
questa triste
realtà,
forse mi sbaglierò,
non so;
Fa' che la voce
delle genti
non porti più
sommesse lacrime
sulle rive estreme
del dolore,
ma soltanto amore.
Natale d a supermarket,
si corre trafelati
e pieni di fretta e premura,
a comprare belinate
e fare scorte di cibo,
per chè a natale,
le città,
diventano amorfe e
paralitiche,
e non c’è più un servizio,
deserto metropolitano;
si spende e si consuma
e ogni anno sempre
la stessa balla,
e tutto rimane cattivo e
squallido com’è,
non cambia mai niente,
questi sono i natali della società;
gli unici felici veramente, sono i bimbi;
qaundo eravamo piccoli,
bastava poco,per fare natale,
e tutto sembrava bello
e splendido.
Resta almeno l’amicizia,
m a anche quella,
non è facile da trovare,
la gente è chiusa ed egoista.
Tempi moderni.

si corre trafelati
e pieni di fretta e premura,
a comprare belinate
e fare scorte di cibo,
per chè a natale,
le città,
diventano amorfe e
paralitiche,
e non c’è più un servizio,
deserto metropolitano;
si spende e si consuma
e ogni anno sempre
la stessa balla,
e tutto rimane cattivo e
squallido com’è,
non cambia mai niente,
questi sono i natali della società;
gli unici felici veramente, sono i bimbi;
qaundo eravamo piccoli,
bastava poco,per fare natale,
e tutto sembrava bello
e splendido.
Resta almeno l’amicizia,
m a anche quella,
non è facile da trovare,
la gente è chiusa ed egoista.
Tempi moderni.
Qualcuno vola nel nido del cuculo,
grande storia,
dove sono più
matti quelli fuori,
che quelli dentro,
come spesso succede
nel sociale;
dove tutto è ambiguo,
falso,
viscido,
e non è tutto chiaro;
siamo tutti un po’ pazzi,
ed il mondo è un casino,
come la vita;
difficile vivere,
difficile capire
l’uomo,
che resta
un mistero,
a volte.
grande storia,
dove sono più
matti quelli fuori,
che quelli dentro,
come spesso succede
nel sociale;
dove tutto è ambiguo,
falso,
viscido,
e non è tutto chiaro;
siamo tutti un po’ pazzi,
ed il mondo è un casino,
come la vita;
difficile vivere,
difficile capire
l’uomo,
che resta
un mistero,
a volte.
Il burattino spera sempre
Che la sua sorte cambierà,
il burattino si aggrappa
alla fortuna
e ai sogni,
ed intanto continua
a correre
senza pace,
in questo mondo
di marionette alla mangiafuoco;
il burattino
non può pensare,
il burattino
deve sempre ubbidire e stare
in riga,
così vuole il sistema,
tutti stupidi e di corsa;
il burattino non stà
mai in pace,
in questo mondo.
Che la sua sorte cambierà,
il burattino si aggrappa
alla fortuna
e ai sogni,
ed intanto continua
a correre
senza pace,
in questo mondo
di marionette alla mangiafuoco;
il burattino
non può pensare,
il burattino
deve sempre ubbidire e stare
in riga,
così vuole il sistema,
tutti stupidi e di corsa;
il burattino non stà
mai in pace,
in questo mondo.
Tra le sbarre me ne sto
l'ora d'aria con ansia aspetterò
Il secondino gira la chiave
a quel frastuono non mi potrò mai abituare
Il giorno del colloquio é arrivato
per un attimo sarò liberato.
Ora il tempo scorre veloce
ogni settimana é sempre più atroce.
Poi me ne ritorno al tempo lento
con un piccolo lamento
un sol pensiero giustiziero
tutto questo non può esser vero!
Penso, penso,penso
questo mondo é troppo immenso
per pagare il mio difetto sociale
e non poter mai più rimediare.
A l'uomo la libertà non si deve vietare
il giusto metodo é aiutare a migliorare
un pensiero malandrino, trasformato in un gesto meschino.
l'ora d'aria con ansia aspetterò
Il secondino gira la chiave
a quel frastuono non mi potrò mai abituare
Il giorno del colloquio é arrivato
per un attimo sarò liberato.
Ora il tempo scorre veloce
ogni settimana é sempre più atroce.
Poi me ne ritorno al tempo lento
con un piccolo lamento
un sol pensiero giustiziero
tutto questo non può esser vero!
Penso, penso,penso
questo mondo é troppo immenso
per pagare il mio difetto sociale
e non poter mai più rimediare.
A l'uomo la libertà non si deve vietare
il giusto metodo é aiutare a migliorare
un pensiero malandrino, trasformato in un gesto meschino.
E ci ritroveremo tutti al bar,
dopo che gli anni sono passati,
sono alle spalle,
ognuno coi suoi guai,
ancora con la voglia di cambiare il mondo,
ancora dissidenti,
ribelli sempre ribelli,
ognuno con qualche capello
in meno,
un po’ canuti,
ma sempre uguali
in fondo;
dentro qualche locale,
con la faccia,
di chi è lì,
per caso;
e quanto tempo
sarà passato,
gioventù,
gioventù,
un ricordo indelebile.
dopo che gli anni sono passati,
sono alle spalle,
ognuno coi suoi guai,
ancora con la voglia di cambiare il mondo,
ancora dissidenti,
ribelli sempre ribelli,
ognuno con qualche capello
in meno,
un po’ canuti,
ma sempre uguali
in fondo;
dentro qualche locale,
con la faccia,
di chi è lì,
per caso;
e quanto tempo
sarà passato,
gioventù,
gioventù,
un ricordo indelebile.
Nel corridoio profondo
una voragine si spalanca,
il vento scalpita tra i vetri rotti,
la lupa ulula, tra le fronde dei pini, stanca.
Nella corsia del tempo
i feriti giacciono su barelle putride,
i mocciosi piangono
tra i banchi caduti a pezzi;
mentre il mondo, là fuori, lotta,
mentre il custode impreca su una cassa rotta.
I fantasmi dei vivi fuggono tra un piano e l’atro,
inondando di pensieri il nuovo arrivato,
tartassando la mente del vecchio disadattato.
La luce si spegne
dietro l’angolo scultoreo del muro sgargiante,
tra le socchiuse finestre di un legno alettante;
si espande la notte col suo chiarore assassino.
Ogni pensiero soggiace appassito,
la vita per molti trasale e favilla.
Ma tu, ancestrale cittadina,
spietata, lurida, perversa assassina;
dai tuoi palazzi di gas fumanti,
dalle tue siepi morenti,
dai tuoi scaffali pressappoco calanti;
ti incupisci di rado mostrando il cielo
e la tua stupida sostanza
impregnata di un insipido veleno.
A Natale le luminarie
rischiaravano le vie
restituendo soave armonia al borgo.
Io ero fanciulla ai tempi dei mestieri
ma di quel periodo ne ho un gran bel ricordo.
Lungo la salita pietrata venivano
profumi di agrumi,
mandorle, miele e
sesamo in cottura.
mandorle, miele e
sesamo in cottura.
Cos’era quell’odore buono ?
Era il mastro cupetaru
che mescolava e filava quel torrone.
Oggi è una viva tradizione
la cupeta di Montepaone.
Immagine di Francesco Castanò, il cupetaru.
Immagine di Francesco Castanò, il cupetaru.
A lui basta sedere
per veder rifrangersi
onde di convivialità
da ogni attracco.
Seduti dietro
a rintracciar gli schizzi
ci siamo noi
sempre in movimento
il fluttuare
della carena
della vita
è ritmico sussulto
per post-pomeriggi
e after-night
da bar.
Solo risa,
parole scomposte
bottiglie cedevoli,
per maldestre
effusioni caritatevoli.
Ciarle accelerate,
deliri sospinti
dal nettare fluorescente
dei beveraggi d'ordinanza.
Non si vede la fine
di un inutile vociare
volto soltanto ad aprire
il cuore al prossimo,
a dir: ci sono,
considerami!
Stanzini chiusi
o lounge bar,
sgabelli di legno
o poltroncine,
dove siede lui
scorre la vita.
per veder rifrangersi
onde di convivialità
da ogni attracco.
Seduti dietro
a rintracciar gli schizzi
ci siamo noi
sempre in movimento
il fluttuare
della carena
della vita
è ritmico sussulto
per post-pomeriggi
e after-night
da bar.
Solo risa,
parole scomposte
bottiglie cedevoli,
per maldestre
effusioni caritatevoli.
Ciarle accelerate,
deliri sospinti
dal nettare fluorescente
dei beveraggi d'ordinanza.
Non si vede la fine
di un inutile vociare
volto soltanto ad aprire
il cuore al prossimo,
a dir: ci sono,
considerami!
Stanzini chiusi
o lounge bar,
sgabelli di legno
o poltroncine,
dove siede lui
scorre la vita.
Dimora rassicurante
d'un tempo
ora patibolo,
ove si consuma
il femminicidio,
ascolta questa voce:
la ferocia
animalesca dell'uomo,
che cavalca
l'onda dell'odio,
della becera violenza
onde soffocar la vita,
fai che non varchi
mai più
la tua soglia.
d'un tempo
ora patibolo,
ove si consuma
il femminicidio,
ascolta questa voce:
la ferocia
animalesca dell'uomo,
che cavalca
l'onda dell'odio,
della becera violenza
onde soffocar la vita,
fai che non varchi
mai più
la tua soglia.
Contemporaneità!
Velocità metamorfica
di un divenire tecnologico,
in uno spazio gremito
di cose, oggetti,
con grande assenza
dell’umano sentire...
...Spazio sospeso, inquietante,
silenzioso!
Inevitabile iconografia
dell’inarresatabile progresso…
…Strade,
vetrine che si estendono,
manichini,
corpi inanimati,
ad offrire i lor sorrisi;
idea futuristica
fortemente realizzata.!
Epoca illusoria
in cui andiam edificando
monumenti
al cinismo,
al nichilismo,
alla diffidenza...
..e l'indifferenza?
Mi chiedo chi davvero
accompagnerà i nostri passi
verso quell'assoluta
irripetibilità
che è la nostra vita.
Quale stella orienterà
il nostro cammino
al recupero
dell'imprevedivibile,
dell'impensabile,
dell'incantevole!!
Il mondo urla
il gran ritorno all’essere.
All’esserci!
Non possiam essere sordi, ciechi,
di fronte al valore
della grande, nostra, unicità.
Stan scherzando i miserabili!
Ma noi?
Velocità metamorfica
di un divenire tecnologico,
in uno spazio gremito
di cose, oggetti,
con grande assenza
dell’umano sentire...
...Spazio sospeso, inquietante,
silenzioso!
Inevitabile iconografia
dell’inarresatabile progresso…
…Strade,
vetrine che si estendono,
manichini,
corpi inanimati,
ad offrire i lor sorrisi;
idea futuristica
fortemente realizzata.!
Epoca illusoria
in cui andiam edificando
monumenti
al cinismo,
al nichilismo,
alla diffidenza...
..e l'indifferenza?
Mi chiedo chi davvero
accompagnerà i nostri passi
verso quell'assoluta
irripetibilità
che è la nostra vita.
Quale stella orienterà
il nostro cammino
al recupero
dell'imprevedivibile,
dell'impensabile,
dell'incantevole!!
Il mondo urla
il gran ritorno all’essere.
All’esserci!
Non possiam essere sordi, ciechi,
di fronte al valore
della grande, nostra, unicità.
Stan scherzando i miserabili!
Ma noi?
Particelle d'energia
sul filo
della comunicazione
globale
abbattono le barriere
del tempo
e dello spazio
in cui tutto cambia.
Modificano
la percezione sensoriale
il modo di pensare
e d'agire
ogni atto
vien messo in discussione
i rapporti mutano
mutano gli uomini.
sul filo
della comunicazione
globale
abbattono le barriere
del tempo
e dello spazio
in cui tutto cambia.
Modificano
la percezione sensoriale
il modo di pensare
e d'agire
ogni atto
vien messo in discussione
i rapporti mutano
mutano gli uomini.
L’assassinio, l’eccidio,
si ripete;
Eh si!
Senza alcun preavviso…
E’’ diabolico il progetto.
Ci fanno vedere
come in un istante
il Mondo può finire….
Ci vogliono in ginocchio
ad implorare il loro inferno.
Parigi umiliata,
per umiliare l’intera civiltà.
Neanche il tempo di
di sentire, di urlare,
di capire, di fuggire o di sfuggire.
Solo l’istante dell’istante.
per poter solo morire.
Parigi,
in questi giorni,
non solo da guardare e commentare
ma da vivere,
poichè
siam lì… vittime fra tutte quelle vittime.
…E come in Guernica
vedo:
braccia alzate ,
caduti in primo piano,
volti, dall’orrore sfigurati,
geometrizzate membra,
prospettive frantumate,
intersecate nel disastro e dal disastro...
...Qualcuno ancora
tiene un fiore in mano…
Parigi,
come Guernica,
poesia in bianco e nero...
Ma l’Iddio riporterà il colore,
perché Dio è verità;
e non c’è verità
in chi soggiorna nell’inferno!





