A parlar con te
avverto un senso di inferiorità
che tu forse mi vuoi imporre
come se il tuo posto fosse
già deciso da tempo,
come se ti fosse già stato assegnato .
Parli con toni supremi
di chi ha la verità
o siedi accanto a DIO
o la tua è solo fragilità.
Nel confrontarmi con te
ti elevi a consapevolezze superiori
ma non ti abbassi alla sfida di dimostrarmele
come se tu fossi mistica,
come se tu non volessi avere corpo.
Parli da farmi sentire piccolo
chi sei chi lo sa ?
o siedi accanto a DIO
o la tua è solo fragilità .
si piegano spezzandosi
confusi dal vento, visti da poco tempo
vispi
imperanti
da questo atlante
vite onorate
svuotate di senso
davanti al repentino fuggire
Ribollono in questo ignorante, domande
del perchè adagiare tanto amore
rivestire di gioia il cuore
accettare il vento inchinandosi
e disperdersi nell'universo senza rumore
Restiamo a leggere salmi, guardando mosaici colorati
già ricordando
quanto siamo stati fortunati
borbottando di quanti, dai piedi di piombo
in fondo, rimarranno per fare danno
Presi al volo, bambole di pezza
la testa a penzoloni
noi vogatori come Caronte
fra fiamme e lacrime, in mezzo alle onde
sprecate in ogni tempo
chi resta è perduto
offeso
in tutto questo
la sua anima straripante, non ha peso.
è il mio spirito,
svuotato,
è il mio animo.
Cerco in uno spazio vuoto,
la poesia che parla di te:
trovo solo inchiostro,
inciso su carta.
Assenza dei sensi,
inutilità di riflessi,
torpore mistico,
oscurità divina.
Le tue pupille,
intonano il mio requiem,
le campane senza timpano,
suonano festose a nozze,
mentre inneggio all'altrare,
sospingo l'involucro di carne,
attraverso l'indifferenza,
verso il grande blu.
niente di allor abbiam compreso.
Epoche fatte senza tempo
pieno dominio della creazione,
ancor non eran nella posizione
di tanti spazi e lune definite
età lungi da codici infiniti.
Medito il Tutto prima d’ogni tempo
e prima dello spazio ed oltre ancora
quanto frenata costudiva luce
bagliore e sconfinato amore.
Ed irriconoscente mi scoloro
imploro pietà e compassione
perché alla Bontà non son stupito
di Chi facendo di Se la proiezione
mise in posa smisurato il mondo
e in concessione ci affidò la terra.
Abbigliata a sposa nel perfetto,
singolare, bella d’eccezione,
fascino un dì ed ora delusione.
Poco vediamo oltre l’orizzonte
dal basso non leviam la fronte,
appiccicati al grembo delle cose
scordiamo astri e primavere
e perfino il profumo delle rose.
forse è la nostra illusione, un miracolo
o la nostra maledizione
Forse Dio non è nel cielo
ma dorme dentro di noi in fondo al cuore
Forse Dio è mia madre o mio padre
forse è mio figlio appeso sul filo dell'alba
o un giglio nella notte scura
Forse Dio sono io
o il mio amore che mi sta ad aspettare
forse è il nulla o la meravigliosa voglia di vivere
Forse Dio è il mio camminare
il lavoro e la fatica
forse è il passo ligio verso la fine
o l'infinito che non ha nome
l'intersecata ragione tra fede e incertezza
Dio è il silenzio
l'attimo che non ha pensiero.
Or chetano sospiri,
l'acqua del mare scorre lieve,
sussurra, fievol mormorio lo
scorrere del tempo.
Or fibre di vita distendono,
gocce di brina asciugate al sole.
Or ti penso, il contorno colora d'azzurro,
or ci sei non chiedo nulla.
Signore, grande è il nostro amore,
con te, a te parole in sussurro di canto,
lo sguardo non distolgo al tuo occhio .
Signore re dell'universo, mio Signore.
Per te ogni goccia del cuore,
parla d'amore.
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Un'ora fa è nato il primo figlio di mio nipote, si chiama Lorenzo, ho scritto questa preghiera per lui, i genitori, mia sorella e mio cognato
che assaporano la gioia di diventare nonni .... Che Dio ti protegga piccolo Lorenzo ti voglio bene !!!!
Qualcuno sparse le stelle sensa tenere il conto
come i diamanti sul velluto dell'orizzonte.
L'Angelo ha prese una di loro nel palmo
è riscaldato lei con respiro tenero, caldo.
Poi aver chiuso gli occhi e sul bellissimo viso
ha fulminato dolce e felice sorriso.
Dopo, un attimo solo è stato fermo, tacito
battito d'ali bianche, accessa Nuova Vita.
La fulgida stella dal vivo brilla nel Cielo azzuro.
L'Amore cantando nel'Alto piano scuote la culla.
Spirituali le forme ,
si fondono nella catastrofica vita ,
in pause transitorie ,
per una lotta mortale …
Tu , l’esule figura ,
di dea senza prole …
sei l’Angelo buono
e accogli il male ;
sei pausa transitoria ,
tra lo spirito e la vita .
Non potrai cancellare un vissuto ,
in ogni ora ,
in ogni parola …
continuerà a sanguinare la ferita ,
nell’agonia della scena ,
dura imperiosa .
Tu , la carne viva ,
tu , il frutto offeso ,
dai accesso al flutto dell’io mio …
ov’io , fecondo luce ,
con lo sguardo nell’azzurro ,
acceco , il silenzio che m’inebria .
gli Angeli, conosciuti quando piccini
il male non era scritto, nei libri, sui vocabolari
i dolci erano un miraqgio
ma sull'albero addobbato, si dondolavano dorati
Dalle ali di piume, gioiosi, giocosi
veloci più di Campanellino, ci parevano amici
dovevamo chiamarli prima di andare a dormire
tenerli vicini
Custodivano i nostri sogni
vegliavano sui nostri cuori
nei loro battiti
nel loro fare
Paiono così, dai nostri ricordi
hanno seguito il progredire del nostro viaggio
fino ad oggi, sostenendo il nostro coraggio
A volte, si sentono sollevare il nostro corpo
in momenti pericolosi
senza vederli, senza dar fastidio
per poi lasciarci continuare
Intorno si sentono gli Angeli
detentori di bontà, leggere soluzioni
trasparenti abbracci ed emozioni
Ci convivo, ascolto le loro voci
da molto tempo insieme
senza recriminare
della grande fortuna, del loro volteggiare
accompagnatori instancabili
senza guardare
anche quando non è il giorno
non ci si puo' avvicinare
e seppur assorto
in milioni di pensieri
sono riuscito a pregare.
E' stata una sensazione meravigliosa,
rinchiudersi dentro
senza ascoltare il solito rumorio
della quotidianità.
Così ho deciso
lo farò ogni giorno
non solamente quando ne ho bisogno
perché ha purificato il mio cuore,
pregare oggi
e per sempre...

Empion le strade, portan riso:
è la Festa de la Madonna!
Vesti nuove la gente infila...
Tra fragranze d'Inzane, grida,
bancarelle, trastulli, scherzi,
autoscontri, mendiche mani,
pesche, scivoli, tiri a segno...
occhio il bimbo spassare, spender
i quattrini, leccar gelati...
la donzella colpir di yoyo,
l'emigrante abbracciar l'amico
del bar, la mamma, lo suo paese...
rigustar il genuino vino,
lo straniero sbirciar zitelle...
questo, quello... scioglier i voti,
ringraziare, invocar la Mamma,
la Patrona dai biondi ricci,
la Celeste Maria del core,
sotto vivide luminarie.
Quando verrò
da Te, ora chieggo indubbio,
oh Padre mio?
Stanco, di fase avversa,
non freno infesto abuso.
Quando verrò
a Te, allor infinito
giùbil darai!
Mai più, vana, chimera…
tanto ammodo e… retto!
Quando verrò
da Te, ora che “sol veggio”
che scuro tratto?
Oh Padre… dimmi… dai…
Oh Padre, immenso, agogno!












