eppur si muove…
ciò che par fermo…
ogni cosa ha il suo moto
magnetico, organico o vibrazionale che sia…
nulla è perso infondo…
microscopici o macroscopici che siano dettagli o eventi
tutto permane esiste, vive…
eppur si muove…
in un apparente istante avvengono miriadi di cose
tutto succede, semplicemente avviene…
farci caso o non dipende solo da noi…
per essere presente non occorre essere cosciente…
e molti nell’ora si perdono ogni cosa…
i sensi se non addestrati fan quasi da loro…
allenamento costante questo serve…
infine per noi dovremmo guidare noi almeno a me pare logico…
quindi restiam desti e ricettivi
pronti a cogliere l’istante…
eppur si muove.
corro, stando seduto sul mio letto…..
visito posti nuovi senza uscire di casa e quando sono fuori, dentro sono fermo e quieto
non un impeto o una carezza che sia, mi perturba……
a dire il vero sono molto forte nell’auto perturbazione ma è altrettanto forte il richiamo del centro……
un equilibrio per niente statico mi avvolge e nutre
come una stretta soave, dolce e amara che si percepisce notevolmente……
direi una calma agitazione che mi ricorda, che sono vivo da vivo
è già!!!! Si può essere un morto pur essendo straordinariamente vivo ahahahah!!!!
credo che venga da qui, archetipicamente parlando il mito del famigerato ZOMBIE
o per lo meno è plausibile pensarlo……
e anche qui casca l’asino che mangiava la mela, dritto sulla testa di NEWTON
a indicarci che come spesso ripeto…..
siamo noi e solo noi che scegliamo da che parte stare…….
sfighe, gioie, rabbia o dolore non sono altro che policromie sullo stesso velo
che opacizza uniformemente la nostra visione d’intero……
sta solo al singolo per se stesso e monito acritico per il resto del mondo
essere o non essere! e questo è il problema del caro AMLETO
che mentre era seduto al fianco di NEWTON salì sull’asino, gli rubò la testa e se ne andò via
sul ciuccio parlando ormai trovatosi solo
con il teschio del disgraziato mentre decapitato andava visitando i meandri di DANTE……
DANTE!!! ah no mio caro!!!
Questa è un'altra storia.
impastato corpo di sirena che ammalia
acerbo sventurato re dell'ozio
alito sapere diversamente appreso
di colui che sa senza ricorrere a dottrine improprie
incolto arbusto con radici di quercia secolare
gioco da bambini con patente nautica
navigo emerso da nubi insostanziali
e evito al meglio gli ostacoli
d'imbarazzo volgare per altre corti
dissemino vocaboli ovunque
e semi d'aria
in posti impermeabilizzati da sperma di mastro burattinaio
certo di aver masse e cecità stabile
ma no.......
non sarà cosi
mi sbellico pensante
in coloro che inanimi controllano catrame
tutto risorge e comprende.....
tutto è libero e senza catene
ahahah
di più non oso.......
staremo a vedere......
ahahah

preistorici!
striscia L'uomo collettivo
sulla strada percorsa da altri
pensando a pensieri già
pensati
Al tempo degli ideali lasciati
all' uscio con il vento forte
ci piace , in sovrappensiero,
guardar tremare le nostre piaghe
L'inferno siamo noi
la forza del sorriso
per avere in groppa
lo schiavo e l’indeciso,
per provare a tutti
che l’allegria in poppa
dà sempre buoni frutti.
Se imbandisci il desco
per poi restar digiuno,
se sembrerai grottesco
perché non sei nessuno,
se mai avrai strappato
un petalo ad un fiore,
se non ti sei beffato
di un essere che muore:
allor tu sei l’eletto,
il messo del sorriso,
sei tu senza difetto
col sol cucito in viso.
Tu placherai un fremito,
consolerai l’afflitto,
asciugherai il gemito,
di chi sarà sconfitto.
Addolcirai il grido
della disperazione,
distruggerai il nido
della tribolazione.
Avrai poteri immensi,
saprai che il tuo sorriso
avrà grandi consensi
persino in Paradiso.
poi si piange...
Miserie della condizione incutono,
riducono.
Sembrerebbe un simpatico teatrino
di farse e comparse.
Cambi canale sperando in una commedia di Goldoni.
Ecco il copione da recitare,
lo leggo, rifletto me stesso nello specchio del camerino.
Son attore seduto in platea.
Dal loggione improperi sui protagonisti,
anche gli spettatori son antagonisti.
Cicoria e verdura fresca,
ortaggi e nascosti disagi.
Urla un tale dal palco reale.
“Guardate le tette di quella bionda niente male”
E Socrate beve ancora la cicuta,
dall'isola di Montecristo intanto i conti non tornano più.
Platone piange anche lui il maestro
e s'accascia sulla poltrona accanto a un tipo maldestro.
Sul decoro del soffitto
s'intravede penzolar dal capestro
un'essenza d'un corpo in affitto.
La maschera offre patate fritte
e l'odore di pesce lesso inonda il luogo.
Cambia scena e finisce l'atto.
Nascosti nel retro due figuranti compiono l'atto.
Ansima il gobbo da Notre Dame e tutti sentono.
Il palco osceno non va in scena.
Vita in tre atti e nasci, vivi, muori.
Vai con la farsa mio caro alter ego,
mio stimato water senza eco.
Tiro lo scarico e inizia la programmazione alle otto in punto.
Applausi filosofici e cor compunto.
Non sono sofista degli stucchi
magari mago con cento trucchi.
La magia finisce sempre prima della notte.
La notte ognuno posa la maschera sul letto.
Solo piange l'animo i suoi nomi,
poi il giorno consola
e la virtù non è più sola.
Veste l'abito il teatro
va in scena la finzione
oltre la speranza d'umana perdizione.
“Come attori seduti in platea mettiamo in scena la vita degli altri... la nostra applaude seduta
e quando cala il sipario e le luci si spengono sei tu solo davanti a te a raccogliere i miei avanzi”
Il sole diventa bianco
Nessun ronzio d'insetto dà voce
Nel giorno che avanza.
Guerre spese senza saperne il vero motivo
S'innalzano sui colli
Sparsi di sangue e lacrime
Solo il grido del falco
Stride sul silenzio.
Penombre coprono i cuori
Attoniti e senza speranze
Vuote rimangono le mani
Culle di sogni mai avverati
Si fanno conche per raccogliere
Ricordi, sorrisi, e amore fraterno.
Nell'antica notte ritorna il silenzio
Che parlerà come tuono
E un canto a più voci
S'alzera' sopra il fischio del vento
E sarà rumore.
i miei orizzonti vuoti.
Poi ho camminato i miei anni
guardandomi le scarpe.
Avvilito, sempre, mi ha seguito
un piccolo cielo
aspettando cogliere del mio occhio
il raggio.
Questa notte, finalmente l'ho mirato.
- Perché mi cerchi, perché mi vuoi
tu che nascondi paradisi, angeli e dei.
Che bisogno hai del misero me.
- Puoi non crederci -la sua risposta-
senza di te sono aria e nulla più.
Tu uomo sei il creatore di ogni cosa
tutti i miti sono in te!
Dalla tua favella nacque Urano
Zeus, Giove, per arrivare anche a Javet.
Da te sono nati Arcangeli, e Serafini.
Dai cieli venerano l'uomo creatore.
Una tua parola e ogni Dio muore.
Tu sei il Dio di ogni Dio, non avrai altro Dio all'infuori di te.
Nella notte che l'Amore depreda
Guardi con stupore
creature a te nate
le osservi incantato
non le hai portate nel tuo grembo
ma la vita gli hai donato.
con riguardo lo sollevi
come fosse cristallo puro
piu' prezioso del diamante.
sul tuo petto lo appoggi
con rispetto
i vostri cuori sono un tutt'uno.
già pregusti lotte e battaglie di eroi
calci a palle e gol.
o piccole rosa farfalle
dove danzare dovrai.
ti commuovi sul suo profumo
e ti esalta il suo sorriso.
padre dolce o dolce padre
la tua mano forte tra la sua
da adesso poserai...
dedicata a tutti i papà...
Volgete lo sguardo lontano
con un dolce rimpianto che sa
di avventure e mari profondi
sa d'imprese senza fine
che innalzano e vi inebriano
uomini duri
uomini senza mai arrendersi
correte nella vita con passo veloce
e quasi surreale
ma nei vostri occhi siete persi
un'alone vi circonda
che riluce di dolcezza
siete fragili come teneri germogli
sul viso avete ancora carezze di una madre
che mai vi ha lasciato
e amate donne senza mai possederle
uomini persi
nel cammino di una vita
che vi va stretta
e tenete per mano
mani di figli che vi assomigliano
sono come voi
con i sogni dentro al cuore
di pirati, cow boy, e draghi blu....
colline di zigomi e puro sguardo di luce
sorriso di gioia e amore
viso... che staglia nel tramonto
coperto di ombre dal cuore
sei forza e potenza,sei appoggio
ma anima di cristallo leggera
t'infrangi sugli scogli
senza rialzarti
e perdi vigore tra piccoli addii
e occulte chiusure
sei mani che accarezzano e stringono
veloci come l'amore rubato
socchiuso dietro dolci bugie
uomo,sei frammento di luce
luce pura e solare.
al ciglio dei suoi sogni
fa cenni con un dito
allo specchio sotto i piedi
muove cerchi come atleta
lo guardo perso un pò sopito
sistemi i suoi capelli
per il fastidio agli occhi
una mano in tasca
buchi
fino al di là del tempo degli ombrelli
non una parola
parla per lui il vento
suona fra i vestiti
ciondoli ed anelli
quale sarà la sua storia
cosa tiene fra i pensieri
di cosa porterà memoria
cosa ha lasciato che non gradiva
cosa l'ha cambiato?
L'uomo con le scarpe in mano
non ha molto fiato
non conta
continua ad indicare con il dito
non gli importa di essere compreso
di essere gradito
ora è impegnato a portar quel peso
sa da sempre e fino ad ora
che quanti lo conoscono veramente
potranno dire che
davanti ad ogni istante
non si è arreso
CHE AL COR COMPARE
RIMANDA IL VOLAR DI PENSIERI
AL LOCO
DOVE DISTANZA FRA NASCITA E MORTE
NON V'E' MAI STATA IN PRESENZA
SEMPLICI NUDITA'
PRIVE DEL NASCONDER AD OCCHI TIMORATI
DI QUELL'HOMO CHE ABBISOGNA DELLO SGUARDO ALTRUI
PER PESAR IN MANO
L'INDENTRO TUTTO, IL CONTO IN ORO
L'ALTRUI PASTRANO
QUANDO GINOCCHIA OSSUTE
FLETTEVANO RIVERENTI
AL PASSAR AGGHINDATO DI SIGNORI ARRICCHITI
LA PAROLA DI NOTE RIVESTITA
ADDOLCITURE DEL TEMPO
USCIVA IN CORTEO, NEL PURO GALATEO
AL BELLO RIVOLTO
ALL'UTILE PROTESO
LE SOLE MIRE DI COTANTO INTELLETTO
DONEREBBERO GIOIE E GIUSTIZIE
QUELL'HOMO MERITEREBBE D'ESSER LINDO
DA VESTITI, BENI ED AVERI
AL LIMITAR ANCHE IL PENSIERO
LASCIAR VAGANTE IL DI LUI ANIMO GENTILE
ALLE SUE SCORRIBANDE
CON IL SUO DESTRIERO
CAVALIER LEGGIADRO
HOMO LEGGERO
La quiete di
Ma tutto torna
Per uno
L'amore
La decisione della vita







