Spezza il mio confine
addosso al tuo
questo orizzonte di silenzi
in una lacrima di vento
asciugata da un traffico di meridiani.
E sii come un diario d’aurore
inchiodato alle finestre del mio cuore,
un crepuscolo di rododendri
venduto al teatro delle illusioni,
perché oggi cenerò col tuo nome
in un riverbero di nostalgie
posato sugli addendi del mio petto.
