Stride il sax in un angolo d’ombra.
Il nylon scivola nell’ombra
su curve di carne che il rosso incendia:
un’estasi sporca, una pazzia indiscreta.
S’arrampica il pizzo lungo l’abisso
di un desiderio sfrontato;
tra trame di collant e sospiri d’argento
il pudore giace calpestato.
Pulsa il ritmo spezzato.
Come un assolo che non vuole finire.
Pelle e colore; un groviglio affamato
nell’erotismo cieco che mi fa impazzire.
Danza la mia mano sul tuo corpo nudo.
Baciando la notte col blu del tormento;
mentre il fumo si fonde all’odore di un amore
che non è solo tormento.
