Dove sei
ora?
Dove sei e
il tuo frinire, quell’attimo
che ti portò con sé.
Cose dicevi
che non riuscisti a dire,
timore
di una vita eterna
si aprirono i tuoi occhi
un attimo di stelle
di coscienza.
Anche la giovinezza s’affacciò
un attimo
con il sorriso d’echi a noi
mortali ancora,
l’ultimo sogno – poi
spegnesti il cuore.

Commenti
una descrizione sussurrata della perdita di una persona amata.
Le fratture ritmiche spezzano la struttura metrica e restituiscono, con precisione, la tensione emotiva della sofferenza.
Salutone
Quel che è la vera angoscia sono le parole non dette e che restano come sepolte, cristallizzate in un sospiro!
Rita, ho apprezzato molto questa tua poesia!
Ti auguro tanta serenità.
Caterina