Mi brucia gli occhi l'alito glaciale
del mare, mi ricorda il suono sordo
dei merli di un marmoreo campanile
tra fughe di colombe accoccolate.
Il prete ricamava a fin di bene
misteri d'insondabile chiarore
tra nuvole d'incenso ed il profumo
di rose rese spine sull'altare.
Poi petali di istanti come piume
sfiorirono sui piedi della croce
di colpo e si disfarono le trame
del cielo. Il mare spense la sua voce.
E muore all'orizzonte un altro sole
che affonda nell'abisso della notte
il giorno, il fiato, un soffio di parole,
tra cenere di sogni ed ombre rotte.
del mare, mi ricorda il suono sordo
dei merli di un marmoreo campanile
tra fughe di colombe accoccolate.
Il prete ricamava a fin di bene
misteri d'insondabile chiarore
tra nuvole d'incenso ed il profumo
di rose rese spine sull'altare.
Poi petali di istanti come piume
sfiorirono sui piedi della croce
di colpo e si disfarono le trame
del cielo. Il mare spense la sua voce.
E muore all'orizzonte un altro sole
che affonda nell'abisso della notte
il giorno, il fiato, un soffio di parole,
tra cenere di sogni ed ombre rotte.

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