A Genova quest’oggi
ho visto un padre e un figlio,
ognuno a modo suo così blasé,
su di una bicicletta costruita per uno.
Con entrambe le mani sul manubrio
la sigaretta del padre non era lontana
dal lasciare cadere la cenere
sulle ginocchia del figlio.
Con le spalle dentro le braccia del padre
il figlio stava in equilibrio sulla barra,
stretto in una affettuosa presa,
incurante della sigaretta o di altri pericoli.
Mi sono chiesto,
mentre bevevo succo d’ananas,
chi sarebbe caduto per primo:
il figlio o lo cenere?

Commenti
Breve storia che racconta intensamente di gesti che trasudano amore vero!
Rimango davvero incantata dalle tue poesie, carissimo Charlie. Complimenti!