Sembra infinito
quel raggio.
Perfora il vetro d'una finestra socchiusa.
Rimane immobile sul mio braccio.
Un vena che pulsa
alza la pelle.
Sembra vivere
di qualche emozione.
Mi chino sul libro
incerta di capire
ciò che la mia mano
immatura scrive, senza pensare
che quelle parole
devono entrare nella mia mente.
Fuori c'è il sole, dentro forse piove.
E mi sento bagnata
dalla luce di quel lampione
che ieri disegnava il tuo profilo
come un dipinto
dalla pennellata sublime,
che ti fa fermare a pensare
a quanto fiato si può risparmiare
e forse perdere
nello studio profondo
del tuo viso.
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