Se per i buoni uffici del signor spedizioniere
La mia città, la mia Napoli mandasse
Un cassone di caffè, un cassone di gigli
Se io l'aprissi facendo risuonare
La ceralacca

Due confezioni di macinato
Due paia di bulbi
Dei fazzoletti bianchi ricamati d'argento 
Dei fiori di giglio nei sacchetti di seta
E tu
E se tu uscissi da lì

Ti farei sedere sull'orlo del letto
Ti metterei sotto i piedi la mia pelle di cavallo
Con la testa chinata e le mani giunte starei davanti a te
Ti guarderei, gioia, ti guarderei stupito
Come sei bella, dio mio, come sei bella
L'aria e l'acqua di Napoli nel tuo sorriso
La voluttà della mia città nel tuo sguardo
O mia sultana, mia regina, se tu lo permettessi
E se il tuo schiavo Labbra Tristi l'osasse
Sarebbe come se Respirasse e baciasse
Napoli sulla tua guancia

Ma sta attenta
Sta attenta a non dirmi "avvicinati"
Mi sembra che se la tua mano toccasse la mia
Cadrei morto sul pavimento.
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Profilo Autore: Labbra Tristi  

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