in un silenzio blu arancio
per le ombre che hai sempre combattuto
lancerò fiori recisi, chiama i vicini
li raccoglieremo insieme, all'arrivo
ora non piangermi
ho la tua giacca la fodera strappata
insegnami come parlarti
ancora un blues nell'aria
toccarti
una risata
a mio fratello
Amo le stelle
una su tutte Ismaele
che dai cieli della Nigeria
sulla scia di una cometa
ha deposto la sua semente
dentro il solco della speranza.
I cimiteri del mare e la disperazione
non hanno tolto la ruggine alla ragione
a chi troppo in fretta ha dimenticato
che non si è migranti per scelta.
Ma per un destino gramo
partorito dall’ignoranza
di chi con i fili spinati di una riesumata Babele
ha soffocato dentro di se le grida di Ismaele.
Che dai cieli della Nigeria
sulla scia di una cometa
ha deposto la sua semente
dentro il solco della speranza.
Per una dignità senza barriere
senza colori ne crocefissi
solo il colore del cielo e delle stelle
lo stesso colore degli occhi di Ismaele.
Seppur tremulo il vento lievemente soffia
nel viaggiar volteggia sfiorando
gradevolmente i tuoi riccioli ribelli
nel mentre sfrecci sbalzando dune
e fossi salti per atterrar sul brullo terreno
che tracci non di respiri ma liberi sfoghi
liberi e liberatori esaltano il circondario
silenzioso e muto si risveglia al tuo passaggio
d'inchinar le spoglie d'alberi s'apprestano
a sventolar le vesti ultime
di fiato ed alito cascano al suolo
per divenire un patinato manto
dietro di te, la tua impronta nitidamente ben definita
come voler affidare il percorso
al prossimo esuberante itinerante.
commuove .
Ciao Soraja
Una sera
senza bussare
sei entrata
e come una sottile falce di vento
hai reciso
il fiore delicato
della sua anima.
Sei volata via così
una sera.
Una sera carica
di dolore di stelle e di silenzio.
Hai detto sono pronta
hai sussurrato di aprire quella porta.
Ci hai inondati
di serenità
una sera
quando giocando con la morte
hai calciato nella rete
le sue angosce.
Ci hai lasciati così
una sera.
Una sera carica
di dolore di stelle e di silenzio.
In punta di piedi
aprendo quella porta
l’hai accostata
senza voltarti
una sera...
A ricordo di mia suocera
non intralciano
ricerche.
La luna rischiara
radure di boschi misteriosi,
la montagna ascolta richiami
e rimanda echi.
Tu scomparsa da giorni
dal campeggio,
ci hai addossato
Angoscia e paura,
ma la speranza
si aggrappa a tutto...
… E poi ti sei sposata,
cugina mia del cuore tanto amata,
Io ed il cugino tuo fratello,
ti seguivamo anche sotto l’ombrello.
Eravamo gelosi di chiunque ti venisse dietro,
ti difendevamo con le unghia e con i denti,
ricorderà bene anche tuo marito
che tanto ha fatto finché c’è riuscito.
Qualche volta gli abbiamo lanciate pietre,
ma poi gli abbiamo chiesto scusa,
eravamo ancora troppo bambini
e l’amore, si sa, non ha confini.
Ma tuo marito ci ha perdonati,
forse era un poco più sensato,
ti amava tanto e, tanto ti ha pensata
che sull’altare presto ti ha portata.
Un grande amore che ancora dura,
da 50 anni non si è mai sciupato,
il frutto sono il figlio e la figlia
che insieme fanno gran bella famiglia.
Il mio augurio è di una lunga vita,
con amore grande senza limite,
il Signore certo l’ha benedetto,
che sia per sempre senza alcun difetto.
in anticamera,
dimenticato come
un oggetto d 'arredo.
Indossato da un uomo
che amava il bello
ed il buono della vita,
burbero ma generoso.
Padre mio,
quel cappotto
l'ho regalato
a chi serviva,
intanto il suo fantasma
vaga per stanze vuote.
Troverà un posto
perenne nel Mio cuore.
a quegli amori innati e poi implosi,
feti ingabbiati in anime impazienti
e quindi vite, zucchero filato?
Viaggiano in emisferi sconosciuti,
sorvolano l’inedia dei sorrisi,
planano poi su piste apparecchiate
del ben di Dio della felicità.
Fanatiche stelle pronte al fragore
si nutrono dei forzati silenzi
e - stizzose - accompagnano quei cuori
al santuario dell’eternità.
Maria è il nome di mia cugina,
uguale a quello della Madonna,
forse per caso, forse per segno,
Dio le ha dato il suo disegno.
Una vita sana, giusta e Cristiana,
come Madonna, un figlio ha generato,
grande mamma che con gioia ed amore,
ha accolto il dono di nostro Signore.
Grande donna e stupenda creatura,
combatte sempre tra casa e lavoro,
in vita difficile pur sempre da amare,
ha modellato una famiglia esemplare.
Ama la musica, la poesia e l’arte,
è bella e solare, gioiosa e serena,
una persona adorabile e speciale,
alla sua famiglia fa da guanciale.
Dolce come il miele, addolcisce l’amaro,
profuma di rose e profuma ogni cosa,
limpida e fresca come acqua di fontana,
quando serve però, è calda come lana.
E’ la donna ideale dell’uomo esigente,
la mamma perfetta del suo unico figlio,
la moglie adorata per chi l’ha sposata,
fortunato lui, per averla incontrata.
Il tempo racconta
ciò che sei stato
un ragazzo colmo di estro e manualità .
Con l’intreccio di nuvole e di vento
i pensieri sussurrati alla nebbia
e l’ombra di una collina
che ti abita da sempre .
Il susseguirsi dei giorni
con il ricamo delle tue mani
tra crudi fiabeschi e cotti singolari .
Sei il poeta dai mille sapori
che induce ad immaginare
di ogni cosa l’appetibilità.
E mentre l’affettatrice va
gli occhi seguono la direzione delle fibre muscolari del pezzo,
le fette perfette quelle belle da guardare,
la sensuale voluttà che ne procura l’assaggio.
La percezione che rimane
tra le virgole
è il tuo viaggio
e in quegli spazi indefiniti
di grandi emozioni : il coraggio.





