Oh quante nuvole!
D’esile forma mi sfioran la mente
solleticano altere lo sguardo vagante
Giocano ingenue col chiaro scuro
la luce sull’ombra che presto ingoia
l’intarsio di rovine sedotte all’immagine
che corrono stanche sino all’apice.
Appare a tratti templio d’eterno
pensiero che fugge sul vicino rilievo
dove maestosa giganteggia l’altera
solitudine, fino a farsi pianto d’abisso
lungo pendici confinanti d’anima
Lo spettacolo, nel pudore s’annuncia.
Il silenzio si adorna di mistico decoro
nel suo dialogo poderoso in volo
lava d’anima colata d’armonia
sulla stele pietrificata di cara poesia.
Mi sfiora la mente un’ultima volta
e a me non resta che inseguirla
nell’amore riverso di pura agonia.

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