Il vento m'ha portato
il tuo urlo di perdono
tra dolore acuto impedito
nell'affidarsi a versi
per essere consolato.

Ti ho visto in balia d’un mare tempestoso
ho percepito il tuo animo delicato
preda d’un riccio marino
ne ho mutato spine in anemone
tendendo un sorriso e portandoti sulla riva.

Arenato in pieno sconforto
ti eri arreso a chi
aveva legato le tue ali
negandoti voli sereni.

Con cuore amichevole ho accettato
di dare meritata libertà
al tuo essere gentile
riportandoti tra dolci nuvole.

Dei tuoi difetti ne farò pregi
renderò al tuo viso il sorriso perso
cercarmi e mi troverai,
parlami e ti placherai.

Dalle mie labbra udirai
umili consigli di chi
per prima ha sofferto
ma non si è mai arresa.

Insieme cammineremo
svegliando i tuoi sogni e
passo dopo passo li vedrai
sbocciare come bianchi gigli.

Perdono a me non devi
ma all'anima tua
che hai reso prigioniera
di carnefici senza scrupoli.

Ora abbine cura
innaffiala con dedizione
senza più alcuna paura
donale vita ricca di pura emozione.
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Profilo Autore: Veronica Bruno  

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