In navigazione
verso lontane periferie
mi pregio di non aver mai perso
un’insenatura che valesse la pena
dell’approdo.
Con i sensi pronti
per le mie sudate battaglie
con allettanti sirene,
so di aver perso spesso
e vinto raramente,
ma non so cosa sia
l’indifferenza…
né il compiangersi
per amorose ferite
L’ultima notte
che ne ho inseguita una,
la luna brillava sulle onde
e, sulla costa,
si sono accesi fuochi,
allarmi, richiami, voci, suoni,
le barche in secca hanno preso il mare.
La terra,
che sembrava dormisse
in un antico sonno centenario,
all’improvviso riprendeva vita.
Era stata avvistata una sirena,
forse la regina, comunque la più bella:
un sogno che si fa una volta sola,
poi diviene finalmente comunione,
se della notte,
e del mare che ribolle e grida,
non si ha paura.
tu eri notte e mare grosso e luna
e lo sei tuttora.

Commenti
Un abbraccio
Abner Rossi