è mistero in quel che nasce
e dentro l'acqua un cuore si avvilisce
migliaia di lettere scrivono
non c'è interruzione
scivolano come l'acqua
e lacrimano nei viali
dei tramonti. Son troppo
belli, ci anneghi dentro
perdendoti dimentichi
la vita che resta e quella che passa
L'emozione ti travolge
perdendoti nell'infinito
di sogni mancati
che vivono e piangono per te
abbracciandoti forte
-
E l'alba è sempre nuova
Le sento quasi cantare
Come navi al cantiere
Nel blu del mare
Queste luci così fiere
E io le lascerò librarsi
L’imbroglio del deisiderio della carne
di eternarsi nel suo avvizzirsi
confonde la mente
l’intelligenza di colui
che tutto ammassa
tanto da far traboccare la sua tomba
di oro, argento e platino
non sentendo la grande Voce
che rimbomba
sole ed eterne stanno stanno le azioni
che senza l’armatura carnale
si protaggono nelle sfere del tempo
eterne le parole che furono scritte
eterna l’arte nel bene e nel male
etreni i ricordi
eterno quel sentimento che legò
il primo uomo e la prima donna
abbracciati sotto l’albero che trasformò
il divino in umano.
Mi rimembro antiche voglie,
e ristoro sono
le dita tue che marcano
la pelle, lasciando impronte chiare.
Mi agito nel sogno,
ricordando il tuo viso
nascosto da rami e foglie,
presenza incarnata nel cuore
come artiglio, non puoi andare.
Perdute sono le armoniche bocche,
che in un bacio d'amore
cercavano sollievo e desiderio.
Sorvolano i pensieri la mente
come alianti perduti nel cielo,
e mi raggomitolo in attesa
del tuo profumo, che porta
legni e spezie a dilatare
il respiro.
un peso insostenibile mi travolge
l'agonizzante attesa di quello che sarà
Anche le fredde valli d'inverno
sperano nel sole di primavera
I campi addormentati
nelle dolci lacrime celesti
Fa di me un albero di pesco
così che possa fiorire al suo tempo
Fa di me un placido ruscello
così che possa scorrere al suo mare
Finché inverno tornerà
Sei la persona che più ho amato
ed ora non ti vedo più
nel mio quotidiano.
C’era qualcosa di così bello
quando mi parlavi piano,
quando salutavi con la mano
quando mi amavi ...e basta.
Ma anche ora
non sono morte queste cose
vivono ancora in me
quando guardo il tuo ritratto
è come se mi prendessi per mano
a salutar con me l’Ave del ciel
il tenero battere d’ali
della farfalla, il cielo quello
per cui hai voluto salvarmi
traendomi fuori dal vuoto
e dall’infelicità -
mia amata, mia gioia.
Un bambino solitario che vive nel mio cuore
Che si sveglia col soffiare del motore
Quando parte un aereo
È così bello volare, piccolo pilota
E vedere te pensarti come parte del cielo
Posarti a scrutare i paesaggi
Con una gravità appesa a un filo
Come un Icaro con occhi sognanti
Che perde il senso di quota
Sentire i nostri corpi pesanti
Liberarsi nei sentieri dove corrono gli uccelli
Non distinguere le nuvole dal mare
Vola, fratellino, e perditi nel mondo!
Finché non cadrai continua a volare!
Non sarò più io
Il tempo non è reversibile
Un profumo una canzone
un attimo effimero
Il nostro inferno
Nascosti dietro nuvole di piombo
i suoi raggi fiochi sono come parole
smorzate di una voce incatenata
a un oscuro silenzio
gli alberi sfiorano il cielo
il verde delle foglie vuole assorbire
l’ultima luce prima dell’addio
nel vento d’autunno
inizio di un ciclo
che ricomincia dalla fredda bruma
di mattine smarrite nel bighellonare di pensieri
intorno alla tua immagine riflessa nello specchio
dei miei sogni
bruciamo insieme al vecchio mondo
figlio del crepuscolo
riappropriamoci della luce
stracciamo le grigie coperte
che avvolgono la nostra fantasia
andiamo incontro alle stelle
e lasciamoci guidare dal loro infinito
essere perdute nell’immensità
del conoscere.
Lungo il percorso dell’anima mia
le mille emozioni prendo per mano
e là le conduco per poi adagiarle
su letto disfatto dai sogni nascosti.
Così, riposate e fragili forme,
saran frazionate in attimi puri
che bevono linfa d’estrema fonte
e opere, infin, di cemento saranno.
E le guardo, le odoro, le ascolto
nel breve tragitto del loro ritorno
al giungere sparse sulla mia pelle
e quindi nel cielo esplodere, tutte!
*
Stesura 2010
stella dell'ufficio del Carmelo
sì a noi cristiani proprizia
sul nostro attuale sentiero
tu che dall'alto dei mondi
insieme al Santissimo Padre
di grazia il ciel inondi
della sua grazia... beata Madre
e l'abito del carmine che io porto
sicuro rifugio del penitente
sembra che avendolo scorgo
la natura migliore e splendente
grande Regina sovrana ogn'ora
sei la Vita per la Vita
gioia che conduce ancora
l'agnello al giardino beato
La causa dell'Angnello beato perora
Fiumi di lacrime
per un eterno addio
la consapevolezza della fine che matura ogni giorno
ma si rifiuta di ammettere una verità troppo dura
troppo amara da digerire
troppo triste da sopportare
e muori ogni notte, ogni volta che ci pensi
ogni volta che rimani da solo con te stesso
a riflettere con la testa stretta tra le mani
ogni volta che cerchi di scoprire cos'hai di sbagliato
stringendo tra le dita una vecchia foto,
ogni volta che cerchi di capire dove hai mancato
cosa potevi fare e non hai osato,
non ci sono parole adatte, ne consigli corretti
sono lame affilate i ricordi che tagliano il cuore
braci ardenti le emozioni vissute
che lacerano lo stomaco chiuso e vacante
i sogni diventano incubi irreali
cerchi una protesi per l'anima sofferente
per andare avanti, sopravvivere ancora un istante
cerchi un rifugio sicuro dove nasconderti
e vivere in silenzio il tuo tormento
ma non c'è luogo dove poter fuggire da te stesso
non c'è balsamo che possa lenire il tuo dolore
la vita non ha più nessun valore
non vale più la pena di lottare
un'esistenza vuota non ha senso
meglio morire
mettere finalmente la parola fine.
Ma resta ancora forse una speranza
un'illusione stupida, assurda, irrazionale
una piccola fiammella nella notte
che ti trattiene ancora e ti mantiene in vita
e allora scopri lentamente e con stupore
che a confortarti è proprio il tuo dolore
proprio quelle pene che hai patito
quelle sofferenze che ti hanno consumato
diventano un bisogno bieco, confortante
il motivo più importante per lottare
e provare così ad andare avanti.
Sai...
“Il vento
porta via
i sogni tuoi.
Quei sogni che
erano anche i suoi.”
Il tempo
è inclemente ormai,
non aspetta,
ha tanta fretta.
Bianchi sono
i capelli ed il cuore
non ride più.
Piange a dirotto.
Ascolta il vento,
lui è contento
ha portato via
il tormento.
Ora sussurra…
La vita è un attimo,
vivi l’ intenso
poiché il tempo
lo spazza via.
Sai...
Ascolta il vento
Il fuoco ormai
ha spento.
Lascialo cheto
a riposare,
è solo cenere
si dissolverà
come polvere
in una folata del mattino.
Asciugherà il pianto
e l'incanto
troverài.
quella per la quale la canzone Saluta
ed è evidente che qualsiasi altra fiuta
odor di rosa e cannella
c'è bisogno di grande dote e viver soave
che possa cambiar la salute ed il dolore,
un mondo che possa donar pietà a noi
che la pace abbia qualcosa che faccia
vincer l'Amor.








