Nelle notti senza luna
mi assale la tristezza
volgendo lo sguardo al cielo.
Stelle spente come il mio cuore
cadono giù come pezzi di ghiaccio,
frantumandosi come bottiglie di vetro.
Non posso ricomporle e mi commuovo,
in fondo, volevano solo vivere e amare
rivestendo il cielo come un prato di fiori,
catturare i raggi di luna tra gli stami
alimentando i petali per accendere la notte.
Piange una stellina superstite, sola e smarrita,
vorrebbe ritrovare un ultimo bacio mai dato
prima di spegnersi vagando nell'universo.
Le sorrido, chiedendole di desistere.
E' solo un sogno, non le appartiene,
fuggirà prima che giunga l'alba.
C'è nel cielo
la meraviglia delle nuvole in fila
come pezzi di attimi
da mangiare
soffici di panna o punteggiate di maestrale
riccioli di una dama
distesa sul prato
preghiere fluide sulle case
sulle cose
sugli alberi
sulle strade
che un silenzio bisbigliano
e agli occhi parlano
il canto semplice di Dio .
Di certi posti
conserverai il passato come
riflesso di tante vite
di altri
custodirai i ricordi
di altri
l’armonia delle strutture
un miscuglio di luci diurne e notturne
che si susseguono in ogni spigolo,
ad ogni angolo,
nella linea dei corrimano di legno ,
nei sentieri terrazzati ,
nelle strade lastricate di sole
perdute nel vento di una stagione e
vestite di una falce di luna che di traverso
imbratta ogni notte .
nel vento in gran numero
odorano di schiuma e muschio.
I pargoli negli asili
corrono senza pensieri
tra gli orti vespertini.
Un tuono roboante tutto ad un tratto!
L'anarchica svestita balla
sotto poesia e pioggia fitta
di latenti rivoluzioni.
Sono i tuoni settembri d'occaso.
Del vino i fulmini stessi bevono l'odore
la pioggia scema -
e ogni ricordo nebbia...
ad osservare sugli scogli
quel mare agitato
il vento porta via le parole.
Io e te
quanti ricordi
le onde si allungano
i gabbiani urlano
il dolore che noi nascondiamo.
Io e te
nell'oscurità di quei violini
che suonano in lontananza.
Forse non sei mai andata via
e io non ho mai smesso di cercare
quella notte meravigliosa
che mi riporti te.
Stretta tra due mari che ti accarezzano
Le tue montagne ti regalano alberi secolari
Tu hai ospitato tutti, filosofi e contadini
Tu sei la terra dei buoi, del primo vino
Tu sei guardata da occhi verdi da occhi azzurri e neri
Sei aspra, bella, dolce, sei mia.
Le tue mamme a volte piangono i figli che vanno via
Partiti senza meta, senza una via, con tanta poesia
Forse per non faranno più ritorno tra quei vicoli scoscesi
Dove hai lasciato il primo amore, tra i banchi di scuola
o alla festa del paese
Lasciare quelle spiagge, tra lo Jonio e il Tirreno
Dove giocavamo da mattina a sera
Mentre tu stavi vicino a lei, accarezzavi i suoi capelli neri
Lei ti sorrideva, ti raccontava le sue mozioni
Ti regalava un bacio e ti stringeva al cuore.
Non sapeva che a te piangeva il cuore
Che domani un treno ti portava in altri luoghi
Ma lei aveva bisogno di sentirsi dire:
finché io vivo, sei mia
La danza del vino
E notte e non dorme il buon contadino, pensa ai grappoli raccolti il giorno prima.
Quei grappoli, che lui trasformerà in un dolce vino.
A piedi nudi, ballando, saltando la danza del vino.
Canta, danza, a quell’odore di vino, lui si ricorda
imitava il babbo, quando era bambino.
Fischia, cantando, prepara il caffè, il buon contadino
Sente l’odore dei grappoli, raccolti il giorno prima
Si lava i piedi, sorride, fra poco incomincia la danza de vino
Canta, danza, a quell’odore divino lui si ricorda
imitava il babbo, quando era bambino
Salta, tra i grappoli d’oro, raccolti il giorno prima
Sente il solletico ai piedi, sorride alle carezze del vino.
Sente rumori da fuori e vede dei bambini che ridono
Uno lo imita, ridendo, ballando la danza del vino,
Vedrai un giorno, anche tu ballerai tra i grappoli
la danza del vino.
Canta, danza a quell’odore divino, lui si ricorda
imitava il babbo quando era bambino
Sono un cielo stellato, la luna che si specchia nel mare increspato
Onde bianche che si rincorrono si infrangono
Una dietro l’altra, senza tregua, la loro musica è una dolce melodia
lontano lontano mare e cielo s’incontrano.
E una riga sottile ,infinita, sembrano due innamorati
Il mare abbraccia il cielo il cielo stringe forte il mare
Il loro incontro non finisce mai, il loro incontro è per sempre.
Sono un tutt’uno in un abbraccio infinito , nessuno può dividerli
Nessuno può interrompere il loro incontro, il cielo e il mare sono
inseparabile.
Il mare gonfia le onde , lo vuole sfiorare .
Mi addormento e sogno un mare sotto un cielo stellato
Sembrano due innamorati .
La luna tra di loro sorride, sembra giocare, li vorrebbe aiutare
Ma solo e soltanto il vento gli può regalare
ti vide in groppa a tre cammelli
nelle vesti di tre Re, tre Magi,
a seguito d’una lucente stella
guida verso il piccolo Gesù
da venerare e omaggiare.
Oggi si parla ancor di te
e d’ogni sorta di tuo dono
non solo ai piccini sognatori
ma a tutti i cuori desiderosi.
L’ultimo raggio di sole
si è coricato tra le onde
e tu puoi iniziare il tuo viaggio
tra le stelle a illuminarti la via.
Sorvoli mari e monti
a cavallo d’una vecchia scopa
incurante del gelo pungente
coperta solo da uno scialle
intenta a elargire armonia.
Piccoli cuori sperano di riempire i loro occhi
trovando calze piene di dolci e balocchi,
anime mature auspicano nella vista
di calze colme di serenità e sicurezza
da poter a loro volta regalare ai propri cari.
La notte sta giungendo al termine,
il sole è già pronto al suo rinascere…
t’affanni per calar polvere di magia
avverando così ogni desiderio
affinché la vita, ogni giorno,
per quanto dura possa essere,
sia pure per tutti i grandi e i piccini
momento di dolce poesia.
da quaggiù i botti non fanno
sussultare le nuvole.
Ma se tu potessi venire da me
anche un solo istante,
il tempo di un abbraccio,
mi daresti le risposte
che non ho avuto
perché so che lì si sa tutto.
Domande e dubbi spesso spuntano
come erba selvatica ad attaccare
fiori nel giardino dell’anima mia
che cerco di coltivare e nutrire
con musica e parole.
Ma fa male, tanto male…
ogni singola perplessità ferisce
come spina dritta al cuore
che pulsa ma con affanno.
Un altro anno sta per cominciare
e io temo che quello che è perduto
non potrà più ritornare,
anche se continuo a sperare
nel suo riaffiorare,
rifiorire più rigoglioso…
il nero manto della sera
mentre a cavallo di una stella
sei giunto puntuale
al nostro appuntamento.
Ti presenti come l'anno nuovo
con in mano una valigia piena
di stracci malandati
a ricordare dolori e ferite
in consegna dall'anno passato.
Sicura e decisa li prendo
senza batter ciglio...
ne farò nuova anima
spirito che non s'arrende,
stracci malconci diverranno
veli e pizzi di poesia.
Persistenti vestigia ho cucito
come memoriali sotto abiti,
notevoli lezioni di vita
che aspettavo da tempo...
ora avrà inizio la muta.
Come serpente mi spoglio
del mio vecchio vestito
ricordandone ogni crudo sfregio
ogni ruvida squama ferita
ogni profonda lacerazione.
Nuova pelle indosso
impenetrabile per chi
con malignità proverà
senza indugio a colpirmi,
valicabile per chi
dimostrerà di vivere
con anima e cuore.
per poter dire: è fatta, da adesso si ricomincia…
punto e a capo
nuovo anno, nuova vita!
Ma allo scoccare della mezzanotte
un brivido lungo la schiena,
una sottile paura di quel che sarà
ci pervade mescolandosi
con ricordi di battaglie e gioie.
Nel rimembrare il passato
ci si prepara a scrivere
l’ennesimo diario
di propositi e progetti
per vivere il presente
appena arrivato.
Prima pagina, primo giorno…
Caro diario,
vorrei incontrare in questo nuovo cammino
labbra sorridenti non più schiave di mascherine,
vorrei sentire il calore di un abbraccio
non più il fruscio di pugni chiusi.
Vorrei vedere gente che non deve più lottare
per sfamare la propria famiglia,
che possa ritornare finalmente a lavorare
con volti bagnati dal sudore di dignitosa fatica
e non madidi per lacrime di umiliazione.
Vorrei…vorrei…sì, vorrei…
ma ho anche auguri da fare.
Auguro a me a tutti loro
di non dimenticare l’anno appena trascorso
vissuto prigionieri di quattro muri
trascinato poi con timori e ansie
combattuto con testarda voglia di rinascita.
Auspico a ogni anima di preservare
questa ostinata tenacia di rivincita
e che da bocciolo irrompa
prepotentemente come sole nel Nadir,
che possa brillare ancor di più
senza stancarsi mai di stelle e blu.
facendone burattino per il tuo teatrino,
fili neri hanno legato forte
i miei sentimenti resi manici di scopa.
Ferma sul palcoscenico
dinanzi a spazi immensi
di desideri mai realizzati,
l’amarezza è stata abitudine
a umiliare le mie fragilità.
Hai scavato dentro me rimettendo in luce
le mie mancanze, ogni sorta di sofferenza
opprimendo la mente di dubbi e incertezze.
Lungo i sentieri della mia anima
hai seminato caos e timori
creando vuoti pieni solo
di stancante silenzio.
Mentre ho contato i passi percorsi
nel tuo andare incontro al tuo tramonto,
a discapito del caos ho lottato per salvare
l’armoniosa sinergia tra soddisfazioni e risa.
Da lontano odo note che aspettano
scalpitanti di essere cantate,
sento liriche che attendono
frementi di sbocciare.
Penso, riordino le idee e ricordo
che musica e poesia sono da sempre
la mia vita che non è finita.
I piedi vibrano, i pensieri danzano,
d’improvviso mi sento nuvola sognante
trasformo dolore e rabbia in forza e coraggio
strappo i fili e finalmente torno libera.
Mi tuffo nella platea accolta con trionfo,
raccolgo nuovi progetti in attesa
d’essere realizzati,
abbraccio sogni trepidanti
nel concretizzarsi.
Mi volto un solo istante indietro,
ti guardo e ti sorprendo basito
dal mio inaspettato mutare
dall’essere vittima a carnefice
nel diventare artefice
della mia vittoria.
Ammicco un beffardo sorriso,
un pungente occhiolino
e ti lascio nell’oblio
di ciò che sei stato.
Mi incammino verso le luci della ribalta,
un nuovo anno è fuori che m’aspetta
pieno di occasioni e propositi
da afferrare con vivacità.
Intraprenderò nuove avventure
accetterò esilaranti sfide
agguerrita con carta e penna
pronta a scrivere nuovi episodi
nel grande libro della vita.
ad una tavola imbandita
con ogni leccornia,
ci si circonda
di allegria e serenità.
Con occhi luccicanti,
nella tenera notte
di un caldo Natale,
ci si rinnovano
maggior amore e
sincera amicizia.
I cuori d’ognuno
ricolmi di amorevolezza
scoppiettano
più d’un tizzone
nell’ornato camino.
Canti intonati
a bimbi emozionati
per l’attesa di svariati doni
elevano le anime
a nobili sentimenti.
Fiocchi di neve
imbiancano prati in fiore,
mentre polvere di stelle
cala nei pensieri
scivolando nei cuori
come petali di emozioni
narrando dolci
favole d’amore.




