Se è sera scendo
su un copriletto slavato e unto
con la plastica sotto

mi ci abbandono finché
la schiuma del mare
riempie occhiaie
chele
 gusci 

frammenti

il mio cuoricino rosso sì
 il tuo cuoricino rosso no,
tovaglia
di trattoria
 si chiude alle 18.


 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

pierrot
+1 # pierrot 11-08-2013 09:16
è come se fino alle 18 tutto fosse nutrito da sentimenti semplici, da domande conosciute è probabilmente importanti a latere, vita comune. E' la sera, se è sera, che si incontra un posto dove dover sfrondare, ritrovare se stessi, le difese gli attacchi i nascondigli, le febbri. E' lì che siamo...bella si, grazie
Brigida Liparoti
+1 # Brigida Liparoti 11-08-2013 11:36
Grazie Alberto, sei sempre unico...
Grazie Pierrot, stavolta sei tu ad aiutarmi con la tua lettura...
Un abbraccio ad entrambi
Alberto Automa
# Alberto Automa 11-08-2013 20:01
...grazie dei commenti...la poesia in questo caso è un abbandonarsi ad un riposo/inferno...la stanchezza impedisce di credere purtroppo che vi sia speranza...
Brigida Liparoti
+1 # Brigida Liparoti 11-08-2013 20:39
Il riposo, se non è altro che riposo, è solo un'anomalia tra un fare ed un'altro, anche se il fare è credere nella speranza, ha bisogno di riposo: si spera al meglio se c'é un peggio.
Sperare è un atto naturale, come respirare, solo percepito dall'anima; credere è invece atto volontario... credere nella speranza è metterci qualcosa di proprio, non voler arrendersi alla speranza e basta! Credere è da lottatori! Non è vero che bisogna credere, è vero che non tutti percepiscono il bisogno di credere (sempre della speranza intendo)...
Come sempre, anche in questa tua poesia c'é molto: grazie per la chiave di lettura che hai dato, ora si che ho potuto trovarci la mia!
Abbraccio
Alberto Automa
+1 # Alberto Automa 12-08-2013 16:51
...arriva la "noia" del vivere, la melanchòlia, a fine poesia? (Raramente mi prolungo nelle spiegazioni, che spesso accartocciano la poesia come fosse poi da buttare...) ...tovaglia da trattoria (a cuoricini rossi) con orario di chiusura...come dire "cuori vuoti, inutili, non c'è più nulla da fare..."
Brigida Liparoti
+1 # Brigida Liparoti 12-08-2013 17:27
Uff! La mia lettura è mia, non toccarla sai? ...ovviamente scherzo. :-)
Una mia amica direbbe: "c'é sempre una cosa da fare" ed in questo caso temo proprio che direbbe di prendere un accendino (lei fuma), se non servirà a far luce, si può sempre usare per dar fuoco alla tovaglia...
A parte agli scherzi, la noia di vivere è un veleno che miete vittime nel silenzio. Giovani rischiano il tutto per tutto e non sempre riescono a vincere le sfide con la vita, lasciandoci la pelle; meno giovani, i classici "uomini posati", arrivano a morire dentro. E' un tema molto profondo e "grave"...
Sei una fonte incredibile Alberto. Se si fosse in un gruppo interlocutivo, ci sarebbe da parlare e far venire fuori tanto da scrivere
...se!

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