Se non avessi messo la giacca marrone, probabilmente saresti ancora vivo. Hai aperto il tuo armadio e steso il braccio destro tra gli innumerevoli indumenti che ornavano la tua collezione di stampelle. Ne avevi sempre avute troppe, ancor più "troppe" dei tuoi troppi vestiti. Il tuo braccio ne uscì con il solito, vecchio e liso giubotto di tela nero. Quella mattina però avevi una strana voglia, di quelle che ti prendono all'improvviso, talmente fulminanti che nemmeno lo sai di subirle in quello stesso momento, in quell'istante: avevi voglia dei suoi occhi, del suo sguardo su di te. Come amavi quando ti ammirava, quando senza parlare ti indicava la via per il paradiso semplicemente mostrando i suoi incisivi, incorniciati nel suo irrinunciabile sorriso. Quella voglia ti prese, che tu nemmeno sapevi di subirla, e subendo subendo, pensasti di distendere di nuovo il braccio, chiedendo pegno alla stampella che reggeva la giacca marrone, quella bella, il cui contrasto quasi ti colorava il viso. La indossasti davanti allo specchio, e subito fosti sicuro che le saresti piaciuto. Tu e lei eravate uguali, lo sapevi, anche se lei non lo sapeva. Eppure era stata proprio lei a svelartelo, raccontando di sè ai tuoi occhi. Avevi solo lei ad affollare i tuoi pensieri, solitamente ingolfati da ammennicoli più o meno consoni ad un trentenne che si portava più di 100 anni di vita tutti sulle spalle. Un' ultima sistemata ai capelli, una spruzzata di acqua di colonia ed eri bello che pronto. Prima di uscire dalla porta portasti al termine il tuo solito rituale, inserendo nella serratura la tua chiave, senza girare, voltandoti poi verso lo specchio dell'ingresso per un'ultima sistemata. Eri bello, ti vedevi con i suoi occhi, bello per lei che di bellezza aveva la tua stessa concezione. Concludendo la girata della chiave e chiudendo la porta alle tue spalle ti condannasti al patibolo, ma non lo sapevi. C'era una vetrina molto bella, con dentro un vestito giallo molto strano che ti fece pensare subito a quanto le avrebbe donato. Proprio in quel momento le tue rotule volarono sul marciapiedi di fronte, il tuo cervello si spappolò in innumerevoli frammenti, il tuo intestino scivolò sul ruvido asfalto di cui il tuo sangue aveva già preso possesso. Non vedesti mai il fattorino della pizza che ti prese in pieno con la sua auto e non vedesti mai quella fetta di pizza gigante che svettava sul tettuccio sporca del tuo sangue maledetto. Non vedesti nulla, tutto avvenne in pochi istanti, vedesti una cosa soltanto: lei e i suoi incisivi esibiti nel più bel sorriso che una donna con un fantastico vestito giallo possa avere. "Che bel modo di morire" pensasti nell'ultimo dei secondi della tua vita, sazio di lei e del tuo stesso amore mai corrisposto ma sempre legato indissolubilmente alla soavità del tuo animo. Se non avessi perso 10 secondi per riporre il tuo solito giubotto di tela nero, sostituendolo con la bella giacca marrone, ora saresti ancora vivo, vivo ma infelice, perchè lei non ti avrebbe mostrato gli incisivi, proprio come fece misericordiosamente negli ultimi istanti della tua vita.

Profilo Autore: Demonius  

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Commenti  

Giò
+2 # Giò 23-11-2015 13:15
Un racconto insolito, però mi è piaciuto!
Ciao...

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