Aveva i capelli grigi ormai, di anni ne erano passati tanti e mentre coltivava i suoi fiori colorati ritornanavano nella mente vecchi ricordi, gli amori di un tempo, le gioie, i dolori, la bellezza soprattutto della sua donna per la quale aveva sofferto tanto. I suoi occhi meravigliosi innamorati persi, la sua dolcezza infinita, tutto riaffiorava dentro il suo cuore sembrava di rivivere quei momenti. I suoi fiori erano là a fargli compagnia ma l'amore era lontano nel cielo stellato. Aveva imparato tanto dalla vita, dopo aver provato il dolore, aveva capito che avrebbe dovuto riflettersi in quegli occhi tutte le volte senza perdere tempo, avrebbe dovuto respirare il respiro di lei senza annullarsi tra le incomprensioni della vita e vivere di lei con l'alzare dell'alba e abbracciarla al tramonto e nella notte coccolarla di carezze. Questi erano i pensieri del saggio che adesso invadevano la sua mente e sentiva una morsa che lo stringeva e una fitta al cuore lo tramortiva. Avrebbe voluto che il tempo tornasse indietro per potersi immergere nel suo amore grande ma la fitta era sempre più forte, era tardi per amare, molto tardi e anche i fiori appassivano giorno dopo giorno. Si era tardi molto tardi e al saggio non riamaneva altro che restare a guardare l'appassire dei suoi fiori tra le mani.

Commenti
Ma perché ad una certa età non si può amare? Perché non si può ricominciare col cuore come ogni mattina si ricomincia a vivere?
Probabilmente nella cultura delle persone di una certa età i muri che erige l'orgoglio sono troppo alti.
Grazie Tiziana, mi hai fatto riflettere su questa cosa.