Stamattina sono uscito prestissimo, anzi sono scappato da quelle quattro mura e da quel tetto che sembrava crollasse sulla mia testa.
Ho preso l'auto e ho cominciato a vagare nelle strade di una città vuota, quasi pulita, una città che non ho mai saputo amare.
La gente era dentro le case e non si accorgeva o forse lo sapeva che gli stava crollando tutto addosso e fingeva, iniziava a svegliarsi facendo colazione con latte e ipocrisia.
Stamattina cercavo una via d'uscita nell'aria trasparente che perforava le mie pupille e il sole aveva un strano colore, come la mia malinconia, come la mia poesia, come questa barba incolta, la mia eresia, il cercare disperatamente il punto del non ritorno.
E andavo avanti e indietro, vuoto di pensieri, di sangue e di cuore, nella trasfusione del sentimento che chiamiamo amore...non accettavo quella luce artificiale che mi stava bruciando gli occhi, non accettavo la finzione e la mia maledizione.
Ho passato la vita tra l'illusione e la realtà che mi ha spezzato le ossa, ho strisciato sulla terra che non mi apparteneva, ho addentato la luna, ho fatto a pugni con Dio, ho seminato e sperperato energia, ho goduto per noia, ho ingoiato il male come fosse miele, mi son dato oltre la mia stessa ragione, mi sono confuso, perduto e ingannato, ho scambiato la libertà per prigione.
E adesso a quasi cinquantadue anni mi ritrovo a vagare vicino al confine, tra il deserto e il cielo, tra il mare e l'orizzonte, tra le parole e la fantasia, tra il correre e il volare, tra il nulla e l'amore...con niente in mano se non le mie stesse mani e guardo quei castelli che non ho mai costruito e forse anche questa è la rabbia, la gioa, la sabbia che mi brucia la gola...adesso che sto vomitando la coscienza mi chiedo quanto vale questa vita a un tiro di schioppo dal tramonto e piango lacrime di vino e la bocca è impastata come quella di un bambino che ha nella bocca il latte della mamma e non avverte ancora l'assurda condizione della sua esistenza.
E tu ti prego, tu che mi leggi oltre le parole, almeno tu non m'ingannare, io sono vero e non sono un attore...lo vedi? Davanti a noi c'è ancora tanto mare...che da qui mi commuove.

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