Ora, se venissero a dirmi che in queste fiamme calde come lingue ci fosse l’uscita da quel posto che chiamano inferno, ti dico, mi ci farei accarezzare, laverei lì il mio corpo, come un felino, un randagio, in questo fuoco, senza paura di bruciarmi e anche se vedo l’acqua a pochi passi e quella schiuma chiama, non mi basta sciacquarmi di sale, troppo facile, ho bisogno di entrare in questo fuoco, sotto queste stelle, per uscire.
Tu mettici le mani, fidati di me.
Ha lasciato tutto, le sue camicie, non mi avrebbe mai lasciata qui.
Sarebbe il caso di smetterla di fare parole per ogni bicchiere di vino e passare a domani.
Anche se non ho fatto il passo tra le fiamme quel giorno, non è di certo perchè mi mancasse il coraggio, ma la forza di alzarmi. Era lì che mi aveva lasciata ed era lì che dovevo aspettare, dovevo restare. Ero posata come una cosa qualunque, ero una cosa da appoggiare e le cose non si muovono da sole.
Davanti al faló che avevo fatto di quella piccola cosa che ero, da sola.
L’inferno era sempre lo stesso, le stesse cose, le stesse parole, gli stessi pensieri, sapevo dove sbagliavo, ma tutto il mio corpo si muoveva nella direzione opposta.
Fuori da me, almeno il mare.

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