“Ciao, amore, scusa se ho fatto tardi”, disse allegramente Anna, entrando in casa come una folata di vento primaverile.
“Ciao”, mormorò cupamente Dario.“Cosa hai?” chiese Anna, poggiando la borsa sulla sedia vicina,”ti ho chiesto scusa, può capitare, no?”
“Ormai ti capita spesso”, mugugnò il marito.
“Ma non posso mica abbandonare su due piedi un alcolista che mi vuole parlare dei suoi guai, ti pare?”
“C’è sempre un alcolista nei guai, possibile che non dicano tutto durante le riunioni del club!? E sì che v’incontrate ben due volte alla settimana, almeno l’anno scorso andavi solo al giovedì!”
“Eh già, l’alcolismo diventa un problema sempre più grave e per noi operatori del SERT diventa sempre più impegnativo.”
“Una sera voglio venire anch’io al club, per vedere cosa fate realmente.”
“Lo sai che non si può. L’operatore deve essere assolutamente libero dai suoi legami quotidiani, lì contano solo i pazienti, se vogliamo chiamarli così.”
“Non ti preoccupare, dicevo per dire. Anche se non mi piace questo tuo impegno bisettimanale, a sera tardi. Talvolta m’immagino persino che il club lo segua qualcun’altra e che tu vada invece da un altro uomo.”
“Ma che dici? Guarda, se la cosa ti dà tanto fastidio, io posso anche lasciare, solo mi piace sentirmi utile, ho fatto anche dei corsi per poter seguire meglio quelle persone che cercano di rimediare alla loro situazione di alcolisti.”
“Scusa, lo so che per te è importante e lo vedo che torni a casa quasi fischiettando, tanto sei gratificata dal ciò che fai.”
“Non esagerare. E non voglio tornare a casa stanca e trovare un musone geloso di un fantasma.”
“Si, sono geloso, lo sai, e poi tu sei più bella che mai, sei nella età perfetta per le donne, l’inizio di una piena maturità con un fisico da giovane,” disse Dario, avvicinandosi con fare ammaliatore alla moglie, davvero seducente nel suo vestito bianco a scollatura quadrata e senza maniche, che lasciava intravedere l’incurvatura dei morbidi seni e le braccia ben tornite, dalla pelle chiara e leggermente lentigginosa.
“No, caro, ti conosco. Ti ho detto, sono stanca. Mi faccio una bella doccia e vado a letto. Tu finisci pure di guardare il programma in tv. Ciao.”
Dario la guardò mentre si dirigeva verso la parte notte dell’appartamento. Il vestito aderente metteva in risalto le curve ondeggianti delle natiche e le cosce lunghe e sode. Sentì aumentare il calore che l’aveva afferrato al basso ventre e si trovò ad inseguire la moglie in stanza da letto.
“No, cara, non mi puoi scappare; sono tre ore che ti aspetto con i pensieri più cupi, ti ho persino immaginata nuda fra le braccia di uno Schwarzenegger qualunque, voglio respirare il profumo della tua pelle, lo sai che mi fa impazzire.”
Dario la prese fra le braccia, la girò verso di sé e la baciò, accarezzandole la schiena.
“No, Dario, cosa fai, ti ho detto…”
“Dio, come sei bella e morbida…questa zip è maledetta, ah ecco…”
Anna cercò blandamente di divincolarsi, poi non oppose più resistenza.
L’amplesso iniziò quasi selvaggiamente, ma dopo poco Dario riprese il controllo e cominciò ad usare tutta la sua esperienza erotica per portare la coppia al massimo godimento.
Anna lo assecondò abbandonandosi totalmente e presto raggiunse l’acme del piacere.
“Ah, si, ahh, si ancora, si, ah, si, amore si, ancora, si Alberto, si, ah,si Albertooo!!”

Commenti
Uno scritto fluido, che porta fino alla fine senza mai cedere nello stile .
Molto bravo, spero di leggerti presto .
Un saluto
ma credo che sia una realtà che spesso succede, non voglio addentrarmi in discorsi seri oppure di colpe...
ma succede spesso, bravissimo ciao.