Capitolo I
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Goccioline di rancido, color ruggine, cadevano ritmiche dal soffitto diritte sulla fronte di Charlie. Lui non lo sapeva, non se ne avvedeva, la bottiglia di Glenfiddich vuota e adagiata sul pavimento era la causa del suo intorpidimento dei sensi. Intanto, incurante del russare di Charlie un grosso ratto marrone si affacciò da una crepa nel muro compiendo una breve ispezione della stanza, ritornando da dove era venuto senza aver trovato nulla di interessante.
Furono i tuoni a svegliarlo, i pochi capelli che gli erano rimasti, erano come incollati alla fronte e tutto intorno alla testa vi era un alone giallo: "Quanto cazzo ho sudato? Che c'ho la febbre?" pensò Charlie mentre si faceva forza sugli avambracci per cercare di mettersi seduto, impresa che non gli riuscì da subito, una zaffata di fitto dolore alle tempie lo invase, infatti, al primo tentativo. Aspettò allora disteso supino per alcuni attimi, facendo in tempo a rendersi conto che il soffitto perdeva di nuovo, prima di alzarsi dal letto.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Driing, Driing.
Tic, Tic, Plop, Driing.
Con passo barcollante Charlie si diresse all'apparecchio telefonico che era attaccato alla parete opposta. La mano destra andò a massaggiar le tempie, la sinistra a sollevare la conetta.
Chi parla? Chi è?
Pronto, posso parlare con Charlie Morozov?
Chi parla? Chi è?
Sono Timoty Anderson, avvocato, cerco il signor Charlie Morozov per una questione piuttosto...delicata.
Charlie non c'è, è partito un mese fa e non è più tornato.
Partito?
Si, partito. Se volete dire a me, dovessi rivederlo riferirò.
Non posso parlare con nessuno che non sia lui, se dovesse vederlo gli dica che lo aspetto nel mio ufficio.
Dove sarebbe questo ufficio?
West Brodway Street, Frankfort, Contea di Franklin, Kentucky.
Kentucky? Che cazzo volete voi del Kentucky da uno come me?
Allora, è lei Charlie Morozov?
Pronto? Pront..
Ripose la cornetta con delicatezza, restando per alcuni secondi nella stessa posizione, con la mano destra a massaggiar le tempie.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
La luce gialla del frigo invase la stanza oscura mentre Charlie stappava una birra – Che cazzo vorrà da me questo avvocato? Saranno guai, come al solito. Sarà per il pugno sul muso che ho dato a quel ciccione al club l'altra sera. Col cazzo che ci vado- Tracannò in due sorsi la Budweiser e si rimise a letto, stando ben attento ad uscire dalla traiettoria delle goccioline che cadevano dal soffitto.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Un lampo illuminò la stanza, poi riprese a russare.
(Continua...)
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Goccioline di rancido, color ruggine, cadevano ritmiche dal soffitto diritte sulla fronte di Charlie. Lui non lo sapeva, non se ne avvedeva, la bottiglia di Glenfiddich vuota e adagiata sul pavimento era la causa del suo intorpidimento dei sensi. Intanto, incurante del russare di Charlie un grosso ratto marrone si affacciò da una crepa nel muro compiendo una breve ispezione della stanza, ritornando da dove era venuto senza aver trovato nulla di interessante.
Furono i tuoni a svegliarlo, i pochi capelli che gli erano rimasti, erano come incollati alla fronte e tutto intorno alla testa vi era un alone giallo: "Quanto cazzo ho sudato? Che c'ho la febbre?" pensò Charlie mentre si faceva forza sugli avambracci per cercare di mettersi seduto, impresa che non gli riuscì da subito, una zaffata di fitto dolore alle tempie lo invase, infatti, al primo tentativo. Aspettò allora disteso supino per alcuni attimi, facendo in tempo a rendersi conto che il soffitto perdeva di nuovo, prima di alzarsi dal letto.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Driing, Driing.
Tic, Tic, Plop, Driing.
Con passo barcollante Charlie si diresse all'apparecchio telefonico che era attaccato alla parete opposta. La mano destra andò a massaggiar le tempie, la sinistra a sollevare la conetta.
Chi parla? Chi è?
Pronto, posso parlare con Charlie Morozov?
Chi parla? Chi è?
Sono Timoty Anderson, avvocato, cerco il signor Charlie Morozov per una questione piuttosto...delicata.
Charlie non c'è, è partito un mese fa e non è più tornato.
Partito?
Si, partito. Se volete dire a me, dovessi rivederlo riferirò.
Non posso parlare con nessuno che non sia lui, se dovesse vederlo gli dica che lo aspetto nel mio ufficio.
Dove sarebbe questo ufficio?
West Brodway Street, Frankfort, Contea di Franklin, Kentucky.
Kentucky? Che cazzo volete voi del Kentucky da uno come me?
Allora, è lei Charlie Morozov?
Pronto? Pront..
Ripose la cornetta con delicatezza, restando per alcuni secondi nella stessa posizione, con la mano destra a massaggiar le tempie.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
La luce gialla del frigo invase la stanza oscura mentre Charlie stappava una birra – Che cazzo vorrà da me questo avvocato? Saranno guai, come al solito. Sarà per il pugno sul muso che ho dato a quel ciccione al club l'altra sera. Col cazzo che ci vado- Tracannò in due sorsi la Budweiser e si rimise a letto, stando ben attento ad uscire dalla traiettoria delle goccioline che cadevano dal soffitto.
Tic, Tic, Plop.
Tic, Tic, Plop.
Un lampo illuminò la stanza, poi riprese a russare.
(Continua...)

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