E poi lei sussurrò nelle mie orecchie le parole che conoscevo da tempo. avevo assistito incredulo all'apparizione della fata della luna. Leggenda narra che dagli scogli oscura un'ombra candida apparirà accesa dalla luna. Chiusi gli occhi, continuai a bere brindavo, mescolavo i giorni e le notti, le mie ansie, i miei affanni, i sapori del giubilo mi disegnavano negli occhi un dolore tranquillo quasi felice.
decisi di cambiare i colori della stanza, aspetando che la LUNA si intrufolasse nella mia camera, entrasse dalla finestra, senza passaporto, senza chiedere permesso. accadde ancora, la scrutai attento conobbi i suoi lineamenti, lisci, chiari, ruvidamente morbidi, conobbi il suo profumo, ascoltai i suoi capelli, cercai di fotografare quel momento, lei materializzandosi sorrise.
Tornò il giorno, col mio basso elettrico provai melodie, cercai di scrivere note su note, dimenticando il suo esistere, chiusi le tende suonai fino a tarda sera, non mangiai, non assaggiai vino attesi ancora...
E poi lei sussurrò il mio nome, piangendo rideva e cercava di ricordare i suoi giorni con me, era il passato, un futuro riveduto corretto, resettato, aveva dimora nei miei sogni anche se svegliandomi la ritrovai accanto al mio letto.
Svanì con un lampo indossando la sua veste nera,
oggi ho rivisto le sue foto la sposa vestita di nero ha tagliato i capelli e ha cambiato gli occhiali, mi saluta, mi offre una tazza di infuso di cianuro mi porta alla sua festa tra i miei nemici e milioni di vite. Sono io in anima e spirito il mio corpo è disteso alla luna aspettando il suo ritorno...
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