In una giornata come tante mi trovo a percorrere il mio cammino lungo la strada della vita, sotto un sole cocente che mette a dura prova sentimenti passioni e voglia di andare avanti, ma camminare in compagnia lungo questo insidioso sentiero aumenta a dismisura la voglia di raggiungere la meta e specchiarmi con me stesso senza rimpianti.
Ho girato e rigirato senza mai guardarmi intorno, ricercando nella mente un vago punto di non ritorno, poi improvvisamente mentre ero stanco ed accasciato, su una panchina fredda di una stazione, ho visto gente partire alla ricerca del perché di tante cose o per raggiungere inutili miraggi.
Mi sono chiesto frettolosamente se quel punto di non ritorno fosse da ricercare, nel troppo benessere, nella troppa rabbia o nella troppa disperazione, in ogni caso mi sono detto c’è sempre qualcosa di troppo c'è un’esagerazione.
Ho continuato a girare e a rigirare su me stesso sbagliando strada ignorando i buoni consigli della mia stella, fu allora che le nostre strade presero direzioni diverse, vivendo ognuno per conto proprio emozioni e sentimenti gioie dolori e tormenti.
A volte si fissano le stelle perché si spera che la luce di rimando illumini il nostro cammino, ma le stelle fanno la loro strada e noi la nostra, alimentando da soli le paure che ci assillano facendoci perdere nell’’infinito come le stelle
Ma quel maledetto punto di non ritorno mi ha assillato e mi ha beffato ancora una volta, mi ha fregato, deluso, tradito, ingannato e allora circondato dalla voglia di capire ho preso l’ultimo treno alzandomi da quella fredda panchina che mi aveva portato nella solitudine profonda, alla ricerca del punto di non ritorno.
Dopo un lungo viaggio durato anni ho ritrovato la mia buona stella ora sorella e con lei nello spazio di un respiro ho ripercorso il mio passato e riflettuto sul presente.
Quando ho preso quell’ultimo treno ero pieno del nulla, adesso che sono giunto all’ ultima fermata nel viaggio di ritorno ho ritrovato la stima di me stesso e quella stella che probabilmente pur costruendosi nel suo tempestoso passato un meraviglioso presente non mi ha mai abbandonato cercandomi fino a trovarmi su quella panchina fredda in attesa di un perché.-
Urgnano 7 giugno 2011
Caro ragazzo del Piave
Sono passati 96 lunghi anni, ma oggi, come quando tu con i tuoi arditi fratelli, hai combattuto per darmi una patria di cui essere fiero, è un giorno particolarmente importante per me che sento i valori della patria scorrere dentro le mie vene, come quel fiume che scorreva calmo e placido al vostro passaggio e che divenne tristemente rosso per il sangue che iniziò a scorrere.
Io che da lagunare ho avuto l'onore di pernottare con la mia tenda da campo lungo quella riva carica di storia e di amor patrio, lo sento dentro e pazienza se qualcuno mi deride, tiro dritto e come il Piave resto calmo e placido al passaggio di quella generazione di giovani del 24 maggio.
Per me hai rappresentato e rappresenterai anche per i miei figli tutto quello che una generazione di veri eroi può rappresentare, una generazione carica di sentimento, di valori umani, di rispetto, di dignità di lealtà senza mai l’onta di un tradimento.-
Non ti nascondo che a Rovereto visitando la campana dei caduti ho pianto, si ho versato lacrime di tristezza e commozione, nel vedere e nel leggere i nomi di quei tuoi commilitoni ma soprattutto miei fratelli italiani, e raccogliendomi in una preghiera ho chiesto che i vostri sacrifici non siano mai vani.
Oggi non tutti ricordano che tanti anni fa sei caduto per la libertà di questo fottuto paese e indegnamente dicono di vergognarsi di essere italiani, prego Dio che nessuno di voi ascolti questi orridi sproloqui e che riposi sereno nella convinzione di aver fatto quello che era giusto.
Io a distanza di tutti questi anni sono convinto che la vostra scelta sia degna di rimanere tra le cose immortali che ci sono in Italia, avvolta da quello straccetto che raccoglie lo spirito, la purezza e la passione dei suoi figli migliori.
Noi caro ragazzo del Piave ci conosciamo solo attraverso i libri, libri di una storia infarcita di menzogne e connivenze, di sporche guerre fatte per interessi, sono venuto spesso a trovarti, ma tu non c’eri mai, però ho trovato il tuo spirito e annusato quel profumo di eroismo che insieme ai tuoi commilitoni hai lasciato come segno d’amore e come speranza di pace.
La tua è un’eredità carica di storia, non so se sarò mai degno di cantare la tua canzone o di calcare i luoghi che ti hanno visto sconfiggere l’oppressore, ma il mio cuore, la mia mente e il mio rispetto verso di te non avranno mai fine, come non avrà mai fine la voglia di vedere un mondo pieno di pace .-
Urgnano (Bg) 24 maggio 2011
un omaggio a una generazione che ha sacrificato la propria vita e la propria gioventù per costruire questo paese, ne 96^ anniversario
con in mano l'album di ieri
la signora con il dito sfiorò un volto
scolorito su mezza foto
la parte mancante
era in una bustina verde
incollata nel bordo inferiore
sigillata a dovere
il monologo inizio a breve
dovevi lavorare proprio di domenica
saremmo andati alla messa
insieme...........
ero sola, finita la funzione
tornando a casa
carri grigi con croci nere
formavano lungo via Tornabuoni
una fila infinita
io non capivo non capivo
ma arrivata al negozio
Giovanni piangeva
l'aria era uscita in quei centimetri quadrati di spazio
sotto i suoi piedi
la vetrata del negozio era rotta
sul muro una croce di David tinta con bianco gocciolante
anno portato via Franco singhiozzava
come un fantasma la signora torno a casa
non vedeva ostacoli
non vedeva nessuno
solo il suo cuore battere forte
untro in casa senza una lacrima
strappo una foto di lei e Franco
lui lo mise dentro la bustina verde
io ti aspetto
quando torni rimettero le cose al suo posto
fino allora aspettero
ora coi capelli bianchissimi
aspetta di abracciarlo presto
la bustina verde è stata aperta
e rincollata accanto a lei
sotto la foto di Franco
che anno ritrovato a Auschwitz
dietro una dedica
ci rivedremo presto
tuo Franco .
Giovanni diventato invalido, per immobilità precaria da meriti acquisiti
quindi senza pensione da meriti acqustati,con dottorato in letteratura ,ormai sfinito e privo
di pizze da portare si rannicchio in un angolo e provo a pensare
ora cosa invento per poter campare?
Prendo una corda ci lego un sasso e giù nel fosso
sul ciglio immobile, in calma piatta si apri la patta
devo pisciare, prima di crepare,mentre lo zampillo cadeva in acqua
cervello suo ,creo idea matta
levo la corda ,afferro il sasso e dolcemente lo lascio cadere
suono dolce orrecchia sua udi glu glu glu e poi spari.
Lavoro a trovato ,creato e pensato ,raccatta merde ,pesi morti ,raccomandati e li butta giù
chi li chiede ma che lavoro è?
Faccio il gluglista
io butto giù.