Voi,
gente di oggi,
portate sulla pelle
colori
che il tempo
non cancella.
Vi guardo
senza offesa,
senza giudizio.
Soltanto,... cerco
di comprendere
quale silenzio
abbia avuto bisogno
di diventare segno
sul corpo.
Credete forse
che ciò che resta impresso
possa trattenere
quello che dentro
continua a cambiare?
Ma il tempo
non domanda permesso.
Passa,
trasforma,
consuma —
ma non cancella.
E ciò che oggi
sembra appartenerci,
domani
potrebbe avere
un altro nome.
Forse il corpo
ricorda troppo a lungo
ciò che l’anima
ha già lasciato andare.
