Di me, scrive il tuo silenzio
con l'immutata pazienza
delle ombre,
cornici di quel tempo
che vola e si disperde
dove già sai cosa voler sognare
o essere
Continuerò a cercarmi
solo per intravedere
- tra le albe altrui -
l'inizio di un pensiero
Mentre le foglie rincorrono
l'esatto nostro vento
anche il cielo
si veste della nudità dei nostri giorni
Identico altrove
dei nostri sguardi muti
E adesso che il buio
è il colore del mio tempo
mi domando se anche tu, come me
sei diventato il suono
di un treno che si fa distante
Quell'andare malinconico della notte
alle prime luci
dell'alba.
Poesia di Maria Grazia Vai
Voce narrante Franco Picchini
Musica di sottofondo
Georges Delerue " Chère Louise"
ventungennaio duemiladodici
delle ombre,
cornici di quel tempo
che vola e si disperde
dove già sai cosa voler sognare
o essere
Continuerò a cercarmi
solo per intravedere
- tra le albe altrui -
l'inizio di un pensiero
Mentre le foglie rincorrono
l'esatto nostro vento
anche il cielo
si veste della nudità dei nostri giorni
Identico altrove
dei nostri sguardi muti
E adesso che il buio
è il colore del mio tempo
mi domando se anche tu, come me
sei diventato il suono
di un treno che si fa distante
Quell'andare malinconico della notte
alle prime luci
dell'alba.
Poesia di Maria Grazia Vai
Voce narrante Franco Picchini
Musica di sottofondo
Georges Delerue " Chère Louise"
ventungennaio duemiladodici

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