Di me, scrive il tuo silenzio
 
con l'immutata pazienza
delle ombre,
cornici di quel tempo
che vola e si disperde
dove già sai cosa voler sognare
o essere

Continuerò a cercarmi
solo per intravedere
- tra le albe altrui -
l'inizio di un pensiero

Mentre le foglie rincorrono
l'esatto nostro vento
anche il cielo
si veste della nudità dei nostri giorni
Identico altrove
dei nostri sguardi muti

E adesso che il buio
è il colore del mio tempo
mi domando se anche tu, come me
sei diventato il suono
di un treno che si fa distante

Quell'andare malinconico della notte
alle prime luci
dell'alba.




Poesia di Maria Grazia Vai
Voce narrante Franco Picchini
Musica di sottofondo
Georges Delerue " Chère Louise"

ventungennaio duemiladodici



 
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Profilo Autore: Maria Grazia Vai  

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Commenti  

Debora Casafina
+1 # Debora Casafina 04-03-2012 01:21
Emozionante,travolge nte pur mantenedo una sua delicatezza
poesie profonde
+1 # poesie profonde 04-03-2012 10:09
Meravigliosa nella forma e nel suo significato complimenti
poetessalibera
# poetessalibera 14-04-2026 23:23
bravo il narratore, ma forse eccessivamente lento

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