Circondato da desideri e sogni
ammucchiati alla rinfusa,
appunti di un amore impossibile
gelosamente conservato fra gli spazi vuoti
di un portafoglio troppo avaro di denaro,
ho desiderato fuggire via,
carcerato con la palla al piede del non avere,
e sono uscito fuori a camminare sull'asfalto
spolverato di zucchero a velo del cielo,
dal cielo, a cercare il mio me stesso di domani,
tra il rimpianto di ieri
e l'insoddisfacente sopravvivere di oggi,
unici miei compagni di viaggio, inutilmente.
La solitudine è uno sport che rafforza la mente
ma inaridisce il cuore;
l'incertezza il ghiaccio su cui l'equilibrio della ragione
si fa sempre più precario.
La pazienza affonda i passi nella neve
e va avanti a stento;
la speranza si volta indietro ad aspettarla,
con un gesto d'invito a continuare ancora
ed un sospiro d'ironia per quella vecchia impacciata tristezza.
"E' assurdo camminare sotto la neve!"
sentenzia la coscienza. Me ne convinco
e torno a casa, ancora una volta deluso,
a nascondermi in un foglio di carta,
fra tanti scarabocchi a forma di parole
per fermare pensieri da non dimenticare.
Ma la speranza no. Lei, ancora lì,
scruta per me i giorni di domani.
Li conta, ad uno ad uno, e corre
su e giù, via via,
per rassicurarmi del buon giorno di domani.
Per dirmi che ci sarà il sole,
che la neve sarà soltanto una bella foto da raccontare.
Così io ci credo
e sento l'estate sempre più vicina...

ammucchiati alla rinfusa,
appunti di un amore impossibile
gelosamente conservato fra gli spazi vuoti
di un portafoglio troppo avaro di denaro,
ho desiderato fuggire via,
carcerato con la palla al piede del non avere,
e sono uscito fuori a camminare sull'asfalto
spolverato di zucchero a velo del cielo,
dal cielo, a cercare il mio me stesso di domani,
tra il rimpianto di ieri
e l'insoddisfacente sopravvivere di oggi,
unici miei compagni di viaggio, inutilmente.
La solitudine è uno sport che rafforza la mente
ma inaridisce il cuore;
l'incertezza il ghiaccio su cui l'equilibrio della ragione
si fa sempre più precario.
La pazienza affonda i passi nella neve
e va avanti a stento;
la speranza si volta indietro ad aspettarla,
con un gesto d'invito a continuare ancora
ed un sospiro d'ironia per quella vecchia impacciata tristezza.
"E' assurdo camminare sotto la neve!"
sentenzia la coscienza. Me ne convinco
e torno a casa, ancora una volta deluso,
a nascondermi in un foglio di carta,
fra tanti scarabocchi a forma di parole
per fermare pensieri da non dimenticare.
Ma la speranza no. Lei, ancora lì,
scruta per me i giorni di domani.
Li conta, ad uno ad uno, e corre
su e giù, via via,
per rassicurarmi del buon giorno di domani.
Per dirmi che ci sarà il sole,
che la neve sarà soltanto una bella foto da raccontare.
Così io ci credo
e sento l'estate sempre più vicina...

Commenti
La poesia anonima mi è piaciuta moltissimo: ora so con chi congratularmi! Bravo! Grazie del dono prezioso, legato ai tuoi vent'anni, che hai voluto condividere con noi! Buona giornata.