Ero lì.
Tra pace e sonno
ero lì
sicuro al posto mio,
ma una mano impudica
strappò via la verginità
di quel mio nido tranquillo
e delicatamente
con due dita,
sottili e sicure,
mi adagiò…su di un piatto.
Morirò!
Morirò, ripetevo.
Ho perso il mio mondo.
Insopportabile sarà il dolore
di questo distacco.
Tutto intorno
d’improvviso prese a girare.
Tante note come stelle del cielo
nel cielo a solleticare l’aria
e il mio vinile.
Capii, vissi.
Finalmente vissi davvero:
era quella la mia vita.

Commenti