Sogna anima
di suono e vibrazione.
Magia di brezza,
scivola sulla sua pelle,
dimora notti insonni,
e con nonchalance
schiva il loro buio.
Indossa
la dimensione impalpabile ,
prende corpo
tingendosi di colori nitidi e definiti,
disegnando quel che vorrebbe essere
cancellando gli aliti di quel che non è.
Morde il freno in questa notte,
che non andrebbe mai via da sola
nella speranza che dentro la divora,
brezza sarà domani
alba reale.

Brezza maggiolina, serpeggiando fra i fasci d'erba
arrivi da me, al chiuso, morto dentro fra solide mura
e, ahimé, ti salgo in groppa ed evado saltando
dal davanzale della finestra. Forse sei troppo pesante:
zeppa di rugiada, vento al mentolo, una brina innocente,
ma in fondo scruto i prati restando
in ginocchio su uno sgabello.
E lì resto, per non gonfiare nella primavera
e nei suoi pollini a me fatali, ma di fatto
fuggendo come il più gonfio dei palloncini rossi;
terra! che senza il suo freddo a seccarla
non può diventare terra solida e forte
e tenta quello specchio un uomo selvaggio,
in prigione mentre la guardia russa sulla sedia,
mai libero di distinguere gli odori,
gli odori uguali da una parte e dall'altra;
mai libero di constatare questa delusione.
Sopra ogni casa e palazzo
sopra la natura
godo di vedute senza pari
con raggio ampio e limpido
senza fine
Vedute che cambieranno ogni giorno
che solo per il momento
si sono a me
regalate
Al di sopra di ogni pensiero o attesa
Da piccolo essere, relegato al terreno vivere
mi sento inverosimile angelo delle alture
Vedute senza limiti, ne forzature
ne correzioni, solamente vedute
Di foschie, orizzonti blu e luci
Come di brezza fresca
di suoni in arrivo
Di acque chete
di abbaiar di cani
di lontananze inarrivabili
Di raggi colorati
di campane ridondanti
Vedute, che fluiranno
Vedute che ritroverò in me
quando non avrò altro da fare
quando non avrò occhi per vedere

che si è fatto voce
non solo eco,
di chi prima gridava
in fondo alla foce,
ora mi è vicina,
anche se il mio orecchio e lei
meno s'inchina,
adesso me lo grida in faccia
con tanto di arroganza
che la vita non è un valzer
né qualunque altra danza
trascinandomi con forza
contro il mio volere,
facendomi anche cadere,
lo si vede anche da come passa,
piegando i rami
e istigando le onde nei mari
Me lo dice anche il vento,
che maledice o benedice ogni tormento,
quel turbamento, quel risentimento,
quando anch'io strappo le foglie penzolanti,
agli alberi che mi stan' davanti.
Me lo dice anche il vento,
anche se a lui il mio sorriso
ho sempre rivolto,
ora invece i miei petali ha stravolto.
Ascolta anche il vento,
il silenzio che urla dentro,
che come lui sbatte finestre,
che sradica anche lui le più ferme certezze
che non sanno più di niente,
piegati al suo volere
anche la gravità ha perso ogni potere
Adesso voglio essere vento,
non solo una foglia a subire le sue ire,
anch'io voglio soffiare le mie ire
e il fato maledire,
quando tutto a me intorno
sembra comunque sparire,
e il fruscio che sento
è parte anche del mio lamento,
quando nessuno capisce come mi sento

