Ambrato sangue del firmamento
divampa come fiammifero di vento
tra nuvole scarmigliate dal sentimento.
Lanterne le piccole stelle,
son profezia, desiderio e poesia,
pagine di cuori accartocciati
nel cielo dei ricordi raggomitolati.
Amaro è il petalo del tradimento.
Dolce come zagare di pioggia,
fuggente palpito è il mondo,
apocrifa malinconia di te
s' inchina al mio sguardo segreto
nell' amara geometria del mistero.
Inseguendo una notte nuda
Vestita con l’abito fosforescente del giorno
Passione e solitudine s’incontrarono
Sul marciapiede squallido della vita
Celebrando impossibili nozze
L’uguale assai simile al diverso
Rincorse inutilmente i colori del non colore
E fu notte bianca come il buio
Il desiderio provò a scalare
Alberi della cuccagna impoveriti
Dalle illusioni dell’impossibile
Finché il verso non si fuse col suo inverso
E fu subito senso
E fu subito dolce amaro come la vita
segna il tempo che è passato,
quella casa
che fino a poco tempo fa
era viva, verde,
adesso è chiaro
è palpabile l’abbandono.
Infissi polverosi
ricoperti dalle ragnatele,
vestiti buttati a terra,
un senso di vuoto,
quello che prima era dolce
adesso è diventato
un boccone molto amaro da digerire.
La povertà a fatto morire tutto
solo l’erba del giardino
continua a crescere ad alzarsi
ad ogni temporale
si allunga sempre di più
ormai è lasciato andare.
I muri anneriti
dalla stufa troppo vecchia
che fuoriesce il fumo,
quante albe e tramonti
a visto nascere e morire,
la vita da dolce in un attimo
diventa amara.
quando ti assale
nei tuoi momenti più intimi
alla ricerca di una felicità
ormai perduta.
E' come se il miele
per una strana combinazione degli opposti
si tramutasse in fiele.
Il passato ormai è perduto
il futuro è incerto
ed il presente scorre via velocemente.
Eppure quella scintilla di felicità
non si è mai spenta
e ci conduce oltre i vicoli bui del tempo e dello spazio
nell'estasi di una comtemplazione senza fine.
Resta nell'anima
scogliera di felicità
morire e vivere
è il tempo dell'amore
perso nell'onda senza respiro
eco tra di noi che ci cerchiamo
domani
cambi faccia sorridi
poi piangi
poi ami
tu scogliera infinita
appiglio senza tempo che nulla chiede
mi oriento in te per viverti
fino all'ultimo alito di me.
Sto piena di silenzio,
annebbiata la stanza
da un giorno surreale
dove niente è possibile
oltre le strettoie
oltre pietra e goccia
Lasci troppi spazi
non si respirano
così il lato cianotico
della bocca: volerti raggiungere
combaciare al cuore
con un filo invisibile
Bello - eri bello
nel sorgere del sole
quando il sogno era vapore denso
tra cuscini ed aria
e le mie mani a farfalla
ti fermavano dove
l’occhio da solo non arriva
Un profumo vitale mi sta addosso
mi consumerà
come le volte ch’era miele
Smetto di volere (di volare)
se il corpo è caos
lo spegnerò in un angolo
senza rabbia, senza istinto
senza
che giocavano per le strade
fatte ancora di cemento armato.
Le madri gridavano dalle finestre
ch’era pronto da mangiare.
Alla radio andava una canzone
che addolciva le giornate
a volte rese amare
dai pensieri di chi stava lontano.
Lo ricordo benissimo
anche se ero un bambino
il pianto di mia madre
nelle lunghe notti
tutta sola
dentro quel letto così grande.
Cerano i giorni
in cui l’arcobaleno
era una grande illusione.
Si lo ricordo benissimo
quel pianto così amaro
che lei rendeva dolce
per nasconderlo ai nostri occhi
ancora così innocenti…
Annie non era un gioco
era l'ombra che annullava
la luce del mio giorno
labbra rosse Vermeer
alla fermata di un tram
Annie
la mia barba da radere
un dentifricio alla menta
e quattro spruzzi di Eau Sauvage
Annie era un orgasmo di troppo

un caffè che non mi lasciava dormire
Annie
un patetico sogno finito male.
Dolce e amaro
l'affacciarsi al mondo
ch'è quieto e turbolento
muto e mutevole
fino al morir del giorno.
Tappezzerie di crisalidi
con ali schiuse, attendono
quella vibrante forza
per trasformare l'odio amaro
in dolce amor, come
in fondo è il mondo
ch'è confuso nel delirio
di mute e impoverite menti
vederli sgretolare in tremuli lamenti
Voglia tu dolce e amaro al contempo
esaurire il tradimento
a gente che spera ancora
d'affacciarsi al mondo e ritrovarsi
benedetti come nel primo giorno
Erranti d'una vita nuova
non più con vaghi intenti
ma con buoni auspici
fertili e geniali intenti.









