E canti la mattina quando ti alzi

come se fosse stato tutto un gioco

quei genitori maledetti, che ancora

preghi durante il giorno, a dispetto

di ogni ragione, il nero del lutto

a coprire l’amore, troppo presto

-che destino crudele- e le sue foto

ancora nella stanza come a ricordare

che niente mai muore veramente nel cuore.

Quel tuo modo di chiamarci a pieni polmoni

nella sequenza sempre uguale, i gironi

d’inferno della mente quando il dolore

d’ogni assenza è impossibile da sopportare

e il sorriso di quando ogni nodo è sciolto

e il respiro rallenta. Quel solito sesto

senso ad anticipare il vento, di tutto

ciò che non ha spiegazione nel suo moto diretto

ma che anche se letto a getto ugualmente dura.

Quella preghiera che ha attraversato il fuoco

senza avverarsi e che resiste nei suoi suoni falsi.

 
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Commenti  

Silvana Montarello
# Silvana Montarello 14-05-2017 19:57
Profonda riflessione/dedica molto bella ciao.
Sara Cristofori
+1 # Sara Cristofori 15-05-2017 09:42
è vero, niente mai muore veramente nel cuore... bella
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 15-05-2017 19:45
Un'assenza che forte si fa sentire, divenendo presenza e moto difficile da spiegare. Emozionante, bellissima.
Sabyr
+1 # Sabyr 15-05-2017 21:11
Un'assenza che conosco. Bellissima...
mybackpages
+1 # mybackpages 15-05-2017 21:45
Ringrazio chi ha voluto leggere e commentare questi versi, ma vorrei anche spiegarli. L'assenza di cui parlo non è l'assenza di mia madre, ma tutte le assenze che lei (ancora viva) ha dovuto sopportare. Quelle dei genitori che non l'hanno mai perdonata per avere sposato un uomo molto più grande di lei, quella di mio padre, deceduto dopo appena cinque anni di matrimonio, quella dei figli da cui è stata per molto tempo separata per ragioni finanziarie. E lei oggi ricorda ogni giorno i suoi genitori come se fossero stati i migliori del mondo e non dei "miserabili" che sono morti senza volerla più vedere. E si colpevolizza come se fosse stata lei a sbagliare, come se seguire il cuore fosse una colpa. La colpa è il pregiudizio comune.
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 16-05-2017 14:23
Grazie per la tua esaustiva spiegazione, Francesco. La poesia si poteva interpretare come un ricordo riferito al passato, con quell'immagine della madre che resiste ai dolori della vita. E così la sua preghiera che mai s'è arresa. Profonda e bellissima dedica. Un caro saluto.

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