E canti la mattina quando ti alzi
come se fosse stato tutto un gioco
quei genitori maledetti, che ancora
preghi durante il giorno, a dispetto
di ogni ragione, il nero del lutto
a coprire l’amore, troppo presto
-che destino crudele- e le sue foto
ancora nella stanza come a ricordare
che niente mai muore veramente nel cuore.
Quel tuo modo di chiamarci a pieni polmoni
nella sequenza sempre uguale, i gironi
d’inferno della mente quando il dolore
d’ogni assenza è impossibile da sopportare
e il sorriso di quando ogni nodo è sciolto
e il respiro rallenta. Quel solito sesto
senso ad anticipare il vento, di tutto
ciò che non ha spiegazione nel suo moto diretto
ma che anche se letto a getto ugualmente dura.
Quella preghiera che ha attraversato il fuoco
senza avverarsi e che resiste nei suoi suoni falsi.
come se fosse stato tutto un gioco
quei genitori maledetti, che ancora
preghi durante il giorno, a dispetto
di ogni ragione, il nero del lutto
a coprire l’amore, troppo presto
-che destino crudele- e le sue foto
ancora nella stanza come a ricordare
che niente mai muore veramente nel cuore.
Quel tuo modo di chiamarci a pieni polmoni
nella sequenza sempre uguale, i gironi
d’inferno della mente quando il dolore
d’ogni assenza è impossibile da sopportare
e il sorriso di quando ogni nodo è sciolto
e il respiro rallenta. Quel solito sesto
senso ad anticipare il vento, di tutto
ciò che non ha spiegazione nel suo moto diretto
ma che anche se letto a getto ugualmente dura.
Quella preghiera che ha attraversato il fuoco
senza avverarsi e che resiste nei suoi suoni falsi.

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