Millenovecentonovantasette
quattro anni,
l’aria intrisa di profumi partenopei
è solo una stazione
aspettavamo e basta
era di passaggio come noi
tutte le volte
un treno che non prendevamo mai.
Non ci sono più molte poesie
per i treni che passano
solo una fotografia da finestrino a finestrino
di tanto in tanto,
e il conducente che ne sa della sua filosofia
sui binari
un treno per andare, un treno per tornare
tutte le volte
e noi lo guardavamo e basta
passare
un gigante di ferro
veloce come niente prima
a togliere il respiro
tutto vuoto
da riempire di cose da portare altrove.
Troppo piccola per capire
mani nelle mani
adesso che sarebbero le mie a coprire le sue
ci sarebbe da chiedersi
cosa lasciasse o cosa cercasse in quei treni senza sosta.
Un tempo andato in corto che si ripete
tutte le volte
e non ho mai trovato la risposta alla domanda,
in un mondo di memorie
un tempio di metallo che sfreccia
sposta e ricompone
le persone.
l’aveva visto dalla prima volta
tutte le volte
leggeva lei, da fuori
in un treno le memorie di mille
come a far scorrere le pagine di un libro
a suon di rotaie
assimilandole tutte in solo battito di ciglia
in una sola piccola stazione.
Un treno per il futuro
un treno dal passato
che non tornava mai
e lei lo sapeva.
E come allora
tutte le volte
per ogni treno che passa oggi,
c'è un suo pensiero su ogni vagone
per ogni treno che prendo
lei che aspetta all’altra stazione.
quattro anni,
l’aria intrisa di profumi partenopei
è solo una stazione
aspettavamo e basta
era di passaggio come noi
tutte le volte
un treno che non prendevamo mai.
Non ci sono più molte poesie
per i treni che passano
solo una fotografia da finestrino a finestrino
di tanto in tanto,
e il conducente che ne sa della sua filosofia
sui binari
un treno per andare, un treno per tornare
tutte le volte
e noi lo guardavamo e basta
passare
un gigante di ferro
veloce come niente prima
a togliere il respiro
tutto vuoto
da riempire di cose da portare altrove.
Troppo piccola per capire
mani nelle mani
adesso che sarebbero le mie a coprire le sue
ci sarebbe da chiedersi
cosa lasciasse o cosa cercasse in quei treni senza sosta.
Un tempo andato in corto che si ripete
tutte le volte
e non ho mai trovato la risposta alla domanda,
in un mondo di memorie
un tempio di metallo che sfreccia
sposta e ricompone
le persone.
l’aveva visto dalla prima volta
tutte le volte
leggeva lei, da fuori
in un treno le memorie di mille
come a far scorrere le pagine di un libro
a suon di rotaie
assimilandole tutte in solo battito di ciglia
in una sola piccola stazione.
Un treno per il futuro
un treno dal passato
che non tornava mai
e lei lo sapeva.
E come allora
tutte le volte
per ogni treno che passa oggi,
c'è un suo pensiero su ogni vagone
per ogni treno che prendo
lei che aspetta all’altra stazione.

Commenti
Carla
Complimenti e congratulazioni!
Un saluto, ciao.
Avendo lasciato la mia città, tanti anni fa , proprio su di un treno.
Ti posso dire che ci ho lasciato tante lacrime.
Onorata di aver condiviso la prima posizione con te.