Le lettere che devo ancora combinare assieme
scivolano senza vita lungo il fiume Moscova,
nelle acque grigio topo di un universo parallelo:
di una dimensione che ancora appare sfuocata.
Tu siederai sulla riva più fredda del canale
e cercherai le mie parole fra il ghiaccio sporco,
nel tentativo vano di donare luce ai miei occhi.
Ma è materia oscura la poesia, è quintessenza,
e le parole non sono altro che la velocità di fuga.
E' dalla linea di Kármán che sto sussurrando,
mentre mi allontano, mentre piango lettere,
e vomito pensieri oscuri sul cielo di Mosca.
Sono piccolo come la massa di un neutrino,
insignificante, nel mio viaggio verso la Esosfera.

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