
La notte allunga sul mondo
la sua ombra buia,
godendomi nell'intimità della sera
le arie meravigliose
della Bohème,
il sonno mi prende
e abbandono il presente
Apro gli occhi all'improvviso
smarrita osservo il paesaggio pauroso
che mi circonda
Si ecco, l'Acheronte
fiume putrido e maledetto
dell'Inferno dantesco
vestita di sacco cencioso e lercio
osservo le anime perse
in quel limbo
Corrono corrono senza meta
invocando la morte
che condannati in eterno
a nessun accesso
ne al cielo, ne al fuoco eterno....
Gli ignavi sono,
nella vita ne con Dio ne con Satana
indifferenti a spiritualità alcuna
Grida stridule spaventose
giungono da ogni dove...
“perchè son qui?”
Caronte sogghigna malvagio
mi aspetta a condurmi obbediente
alla dimora decisa per me
Minosse giudice dei dannati
ha deciso,
in eterno correrò per sempre
Tra lacrime di sangue
e grande affanno
urla la mia voce al mostro
“amo Dio e lo amerò sempre,
ho fatto la mia scelta!”
in ginocchio giungo le mani pregando...
Ed ecco un luce accecante illumina
quel luogo dannato
in cenere tutto si muta,
Gesù nella Sua gloria
è giunto a me, all'anima mia salvare
Mi sveglio, che incubo
sono in ginocchio con le mani giunte
mi stringo il petto
sotto il palmo tocco
il tessuto lercio e cencioso
del sacco che indosso....

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