Non c'è molto da fare, siamo caduchi,
come le foglie, come i fiori lanuginosi,
come i denti del cane che invecchia.
E chissà quante volte ancora mi salverai,
dal dubbio e dai pensieri che affliggono;
e quante volte ancora mi contemplerai,
mentre con il potere dell’immaginazione,
rimestato come il fondo del caffè,
spoglio come un roseto d'inverno,
cambierò in meglio il corso degli eventi.
Ho sconfitto lo scorpione, salvato la rana,
smentito la scomoda verità di Esopo;
e tu hai avuto molta pazienza con me,
e forse, mi avrai perfino creduto.
Oggi, pensando al tempo che passa,
allo spazio che si accorcia verso l'alto,
e al mio cane ultra dodicenne,
ho capito che non devo immaginarlo:
che ci sei, che mi ami, che l'amore esiste.

Commenti
Altro che "gustosa zuppa lirica"...
La poesia di Charlie risente di riferimenti colti, di consistenti,varie ed essenziali letture, comunque rielaborate e fatte proprie.
Nelle opere di Charlie non riconosco "minestroni" ( sono convinta che potrebbe parlarci di patate e broccoli in modo sublime), ma CILIEGINE SULLA TORTA.
Sabina, grazie